Campus universitario, la risposta del Politecnico: “Ci abbiamo creduto, che delusione”

campusMesi di lavoro degli uffici per costruire un progetto, risorse economiche e sede messe a disposizione. Il Politecnico rivendica il ruolo giocato nella partita per il campus universitario a Como, una partita persa – almeno al momento – con il progetto tornato nel cassetto dopo il verdetto di Fondazione Cariplo che, due anni fa, ha assegnato il contributo emblematico da 5 milioni alla riqualificazione di Villa Olmo e non alla cittadella universitaria. “Non sta a me indicare le responsabilità ma noi ci abbiamo lavorato, investito e creduto e mi spiace che si dica il contrario. Per me è stata una delusione, forse la più grande in questi anni” commenta Maria Antonia Brovelli, Prorettrice del polo comasco del Politecnico di Como, che risponde così al consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri secondo il quale è stata la stessa università a non credere abbastanza nel progetto che, per andare avanti, avrebbe avuto bisogno della disponibilità e dei finanziamenti di più enti, dalla Fondazione Cariplo alla Regione. “L’impegno del Politecnico c’era eccome, un impegno da 3,5 milioni di euro – aggiunge Brovelli – e oltre ad aver lavorato per mesi nella definizione del progetto di prefattibilità, avremmo messo a disposizione anche la sede di via Valleggio”.

Il progetto del campus universitario nell’area del San Martino a Como è tornato al centro del dibattito politico venerdì scorso a Nessun Dorma, il talk show di Espansione Tv. A lanciare il tema e a innescare la risposta di Gaffuri è stato il consigliere comunale di Forza Italia Anna Veronelli, secondo la quale a credere poco nel progetto è stata l’attuale amministrazione cittadina ed esprimendo preoccupazione per il calo di studenti del Politecnico negli ultimi anni. Un calo che molti, a Como, legano al mancato campus. “Sicuramente la presenza del Politecnico a Como è ridimensionata rispetto al passato ma semplicemente perché ci sono meno corsi – risponde la Prorettrice – Il campus avrebbe fornito l’occasione di ampliare la presenza universitaria a Como e i corsi sarebbero aumentati, quindi parleremmo di numeri diversi. Così non è stato e gli indirizzi che abbiamo mantenuto sono quelli che hanno una sufficiente massa critica. Per tornare ai livelli di un tempo dovrebbero arrivare proposte interessanti dal territorio”.

Tratto da Espansione TV

Articoli correlati