Canada e Duomo di Milano nell’atelier di Musa

L'artista comasco Fabrizio Musa

Periodo di intenso lavoro (l’atelier in piazzolo Terragni nel pieno centro storico di Como è regolarmente aperto per i collezionisti su prenotazione e nel rispetto delle norme anticovid) per il pittore comasco di fama internazionale Fabrizio Musa, attivo tra Europa e Stati Uniti e costretto come tanti artisti a una pausa forzata dei suoi tour tra fiere e gallerie.
L’ultima tappa è stata poco prima del lockdown Usa alla fiera Armory Show a New York.
Musa è alle prese nel suo atelier con due grandi tele. La prima è stata dedicata allo skyline di Montréal in Canada durante il lockdown, e misura 4 metri e 50 per 110. «I committenti canadesi sono emozionatissimi, ho appena spedito loro il lavoro che mi avevano richiesto proprio durante la tappa che avevo compiuto in Canada dopo aver visitato la fiera americana».
La tela, di cui anticipiamo una immagine, è realizzata con la consueta tecnica in bianco e nero tipica della produzione pittorica di Musa. Nella foto che pubblichiamo per gentile concessione dell’autore l’opera ambientata nello studio dà l’idea delle proprie dimensioni.
Più piccola ma parimenti impegnativa per il soggetto l’opera in progress attualmente sul cavalletto di Musa, ossia una rappresentazione del Duomo di Milano con cui il pittore comasco si cimenta dopo avere più volte dipinto “ritratti” del Duomo di Como e delle opere più insigni dell’architettura razionalista comasca Il Duomo meneghino è rappresentato in un acrilico su tela di due metri per uno ed è una delle opere a lungo meditate da Musa e ora affrontate in un periodo di sospensione come l’attuale.

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