Cancellata a San Francesco, il consiglio dice no

Accampamento migranti e senzatetto sotto il portico della ex chiesa di San Francesco (tribunale di Como)

Como non avrà una cancellata davanti ai portici dell’ex chiesa di San Francesco. Portici ormai da alcuni anni eletti a rifugio dei disperati. La bocciatura del consiglio comunale è arrivata lunedì sera.

Difficile pensare a un diverso risultato, particolarmente in queste settimane, dopo le roventi polemiche che hanno riguardato il mancato Abbondino d’oro a don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso in piazza San Rocco. Il prete degli ultimi aiutava ogni giorno i senzatetto sotto i portici dell’ex chiesa.

Dopo una discussione che si è protratta per un’intera seduta, la mozione sottoscritta da tutto il gruppo della Lega (Ajani, Borghi, Molteni, Noseda e Valeri) e anche – prima firmataria – da Pierangela Torresani, la leghista confluita nel gruppo misto perché accusata dal movimento di troppa autonomia, è stata respinta. I voti contrari sono stati 17 a fronte di 9 favorevoli, 4 gli astenuti. In fase di dichiarazione di voto il susseguirsi degli interventi. Per la Lega Claudio Borghi Aquilini ha citato il caso di piazza Vetra a Milano dove, in sintesi, la recinzione ha segnato la rinascita dell’area. Gli alleati della Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia – hanno preso le distanze dalla mozione, votando contro e precisando che «la grata sposterebbe solo il problema altrove».

Favorevoli invece i consiglieri d’opposizione della lista Rapinese Sindaco: «Il cancello non salva la città di Como, ma sicuramente aiuterà quell’area perché a tutto c’è un limite e quella zona ha raggiunto un limite che non è più tollerabile – ha detto Alessandro Rapinese – Ci sono cancellate anche in altre chiese, non dobbiamo criminalizzare una grata che serve solo per restituire dignità a quell’area. L’unico strumento vero di pace è la legge e qui – ha concluso – nessuno la fa rispettare, per questo serve il cancello».
All’interno del gruppo misto, al sì di Pierangela Torresani ha fatto da contraltare il no di Ada Mantovani che ha chiesto che nell’area sia però riportato «ordine e civiltà per tutti». Fermo no di Civitas, Svolta Civica e il Pd, con Patrizia Lissi che ha dichiarato: «Mai visto un degrado così in città, ma la grata non è la soluzione. La politica di questa amministrazione ha portato alla situazione attuale». No anche dall’esponente del Movimento 5Stelle: «Con questa mozione l’amministrazione ammette il fallimento della sua politica», ha detto Fabio Aleotti.
«Il problema c’è e non si risolve a colpi di dichiarazioni – ha commentato infine il sindaco, Mario Landriscina – Chi è in regola e vuole assistenza un posto ce l’ha, per gli altri non c’è la stessa soluzione. Il Consiglio comunque è sovrano e io sono il sindaco di tutti e mi riserverò di agire secondo la vostra volontà, ma con le mie modalità», ha concluso, un po’ sibillino, il primo cittadino.

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