Canobbio celebra il Lario

Federico Canobbio Codelli ripreso nel corso di una sua recente personale a St. Moritz con Gioconda Segantini, nipote del grande pittore dell’Engadina.

Domani sabato 10 Ottobre alle ore 16 nella dimora liberty Casa Brenna Tosatto, in Tremezzina, in occasione della celebrazione del decennale della sua apertura, verrà inaugurata l’esposizione delle opere dell’artista Federico Canobbio Codelli dal titolo “Il Lario e i suoi Dintorni”.
La mostra resterà aperta fino al 29 novembre nei fine settimana dalle 10.30 alle 17, nel rispetto delle attuali norme di sicurezza. Casa Brenna Tosatto è in via Mattia del Riccio, 3 a Lenno
Federico Canobbio-Codelli è nato nel 1947, e si è specializzato in Filosofia della Scienza all’Università Cattolica di Milano. Dal 1987 al 2001 è stato direttore del Centro di Cultura Scientifica “Alessandro Volta” di Como e dal 2001 al 2006 è stato development manager delle Relazioni Internazionali al Politecnico di Milano. Ha tradotto per Mondadori, Boringhieri e Adelphi opere di divulgazione scientifica, filosofia ed epistemologia. Della sua attività artistica testimoniano numerose mostre in Italia e all’estero e il volume di Chasper Pult e Carlo Bertelli “L’Engadina nelle vedute di Federico Canobbio-Codelli” (Valentina, Milano 2005). «La natura non ha posto niente così in alto che non possa essere raggiunto dal valore». Così  Alessandro Magno sprona i suoi, nel racconto di Curzio Rufo. E  se  il valore è una categoria dell’estetica e non solo dell’etica,  si coglie in tutta la sua profondità lo sguardo sui paesaggi d’alta quota  del comasco Federico Canobbio-Codelli. Una festa di colori e segni fatta di forme solenni e rigorose, inni a ghiacciai silenziosi, rocce, boschi e vento che grida. Scevra di romanticismi nostalgici, perché quello sguardo è  miracolosamente tornato vergine in virtù di un innamoramento mistico per madre natura. Ha lasciato dietro di sé ogni condizionamento. . Pittore e filosofo della scienza e quindi della natura, si pone in ascolto della voce del mondo,  accetta «la sfida di avvicinarsi a ciò che è ignoto», come sottolinea Chasper Pult presentando una  recente mostra di Canobbio-Codelli a St.Moritz.
L’anima delle montagne  – quelle che abbracciano da Nord il territorio lariano –  la percezione del loro respiro più segreto e misterioso, che atterrisce e attrae insieme, è la perenne bussola del pittore lariano, che non si è cimentato solo con l’amata Engadina di Segantini e Giacometti, ma anche con remoti quanto affascinanti paesaggi dell’Australia e della Terra del Fuoco, condividendo tra l’altro i viaggi avventurosi del naturalista Luca Novelli sulle tracce di Charles Darwin. E ora tocca al Lario. L’insigne storico dell’arte Carlo Bertelli ha notato che nelle vedute di Canobbio-Codelli si percepisce l’ispirazione di una «tradizione lontanissima»: è l’antica e aristocratica pittura cinese del XII secolo, di cui il comasco coglie «la struttura mentale», «guardandola senza esotismi né calligrafie».

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