Cancellate le multe date sulle strisce blu. Il Comune deve riorganizzare la riscossione

altIn caso di tagliando scaduto si deve pagare soltanto la differenza
Su chi fa cassa con la Como delle strisce blu si è abbattuta in questi giorni una scure decisamente affilata. Non stiamo parlando del ricorso al Tar che partirà domani promosso dal comitato “Como di Tutti”, ma del chiarimento dato dal Ministero dei Trasporti sulle multe.
Chi veniva pizzicato con il tagliandino del parcheggio scaduto sugli stalli blu si è sempre visto affibbiare una multa per divieto di sosta. Ora, invece, dovrà solo saldare la parte mancante della tariffa. Questa, in

poche parole, la spiegazione fornita dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro alla domanda posta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi da un’interrogazione parlamentare.
Il pagamento in misura insufficiente non costituisce violazione, ma unicamente una “inadempienza contrattuale”.
Pertanto, nei casi di pagamenti in misura insufficiente, l’inadempienza implica il saldo della tariffa non corrisposta.
«Niente multa, insomma – assicura il Ministero in un comunicato – perché “in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’articolo 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo”».
Il Ministero spiega anche come recuperare i mancati pagamenti.
«Le amministrazioni locali – scrive – possono affidare al gestore del servizio le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali, da stabilire con apposito regolamento comunale, secondo le indicazioni e le limitazioni fornite dal Codice Civile e dal Codice del Consumo».
Facciamo ora il caso di Como. Come è noto la gestione dei parcheggi comunali è affidata alla Como Servizi Urbani. Csu ha alle sue dipendenze anche otto ausiliari del traffico che abitualmente compilano gli avvisi che si trasformano in contravvenzioni. E ora, cosa succederà in città?
«Aspettiamo le direttive dal Comando della polizia locale – spiega il direttore di Csu, Marco Benzoni – Poi ci organizzeremo di conseguenza».
Dalla caserma di viale Innocenzo, Vincenzo Aiello, responsabile operativo, spiega che ci vorrà comprensibilmente qualche giorno per scrivere le nuove direttive.
Di certo per Palazzo Cernezzi verrà a mancare un’entrata sicura. E l’organizzazione del riscatto della quota di tariffa non pagata non pare così semplice da gestire per Csu.
Intanto, dopo il chiarimento del Ministero dei Trasporti il Codacons chiede che fine faranno «le multe nulle date negli ultimi 60 giorni, ossia quelle che l’automobilista può ancora far annullare presentando ricorso al prefetto o al giudice di pace e che fine fanno i soldi indebitamente incassati dai comuni in tutti questi anni» si legge in una nota.
Secondo il Codacons le contravvenzioni elevate negli ultimi due mesi dovrebbero essere annullate d’ufficio «dai comuni che le hanno emesse, altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissioni di atti d’ufficio», spiega il comunicato dell’associazione.

Paolo Annoni

Nella foto:
Sopra, la vernice blu che ha coperto centinaia di stalli liberi in città negli ultimi mesi. A sinistra, un ausiliario della sosta di Csu intento a elevare una contravvenzione a un’automobile con il tagliando del parcheggio scaduto

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