Cane folgorato, parla il sindaco: «Siamo i primi a voler fare chiarezza sull’accaduto»

Mario Landriscina

Non è ancora arrivato al sindaco di Como l’esposto dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente relativo alla vicenda accaduta a Monte Olimpino il 29 dicembre, dove un cane di razza beagle era rimasto folgorato mentre passava su un pozzetto di ispezione del palo della luce in cui vi erano due cavi scoperti. Nell’esposto l’associazione animalista chiedeva alla Procura di indagare sulle «responsabilità di omesso controllo della situazione da parte dell’amministrazione sia nella persona del sindaco Mario Landriscina sia nella figure tecniche dirigenziali competenti per settore».
Inoltre la Aidaa chiedeva alla Procura di verificare i motivi della mancata manutenzione del pozzetto in oggetto e punire i responsabili, anche per omesso controllo, per i reati previsti dal Codice della strada e per il reato di maltrattamento di animali.
«Sono un amante degli animali, e pertanto solidale con il proprietario dell’animale, ha subito una perdita e gli esprimo la partecipazione mia e del Comune – dice il sindaco Mario Landriscina, nella foto – Immaginiamoci cosa sarebbe accaduto se al posto dell’animale ci fosse stato un essere umano, magari un bambino. Sarebbe sconvolgente. Ciò detto, e premettendo che dell’esposto nei miei confronti non so ancora nulla, preciso che è nostro interesse chiarire la situazione, e attendiamo di avere riscontri da parte di Enel cui abbiamo chiesto informazioni dato che all’epoca il Comune non era proprietario del palo. La polizia locale è intervenuta prontamente isolando il manufatto e chiedendo a sua volta un intervento da parte di Enel. Siamo i primi come amministrazione comunale a voler chiarire i fatti nell’interesse della collettività, perché non possano più ripetersi».

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