Canossiane, la protesta delle mamme

Contro il taglio dei permessi
Genitori, nonni, baby-sitter. Residenti in città o provenienti da fuori.
Arrivati in auto, a piedi o in bicicletta. La rivoluzione dei pass, annunciata all’Istituto Suore Canossiane, scontenta (quasi) tutti. L’ipotesi presentata prevede un aumento del costo del documento da 5 a 20 euro e il rilascio limitato ai bambini della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della primaria.
«L’aumento del prezzo non ha alcuna giustificazione – attacca Simona Mazzieri – Sul fronte della concessione dei pass, dipende sempre dall’uso che si fa. Chi resta il tempo strettamente necessario per lasciare i figli non deve essere penalizzato».
«Non esiste – le fa eco Barbara Rinaldi – Le auto non danno fastidio e restano per un tempo minimo. Allora dicano chiaramente che vogliono fare cassa. Purtroppo a rimetterci è la scuola, che è ottima».
Cinzia Arnaboldi arriva da Lipomo. «Non diamo fastidio a nessuno, non si capisce quale sia il problema – dice – Ci fermiamo pochi minuti. E poi i bambini delle elementari sono tutti troppo piccoli per andare a scuola da soli».
«Chi arriva da fuori è giusto che abbia il pass – aggiunge Monica Pischeddu – Per chi abita in centro si potrebbe studiare un’organizzazione alternativa, ma chi deve venire in auto deve poter parcheggiare».
Susanna Pagani abita in via Borgovico e ha due figli alle elementari. «Va bene non ostacolare gli autobus, questo mi sembra di buon senso. Ma per il resto è assurdo – dice – Allora ci dicano dove possiamo parcheggiare, anche perché fioccano le multe».
«È assurdo – dice Simona Terzoni – Mio figlio è in prima e ho diritto al pass. E quando sarà in terza? Non potrò certo mandarlo da solo. L’ingresso della scuola non è visibile da fuori, se lo lasciassi più lontano non potrei nemmeno vederlo entrare; è questione di sicurezza».
Margherita Casartelli accompagna le figlie in bicicletta. «Ci sono persone che inevitabilmente devono utilizzare l’auto e non è giusto penalizzarle – dice – Certo, chi ha la possibilità di non venire in auto e facendo un piccolo sforzo si muovesse con altri mezzi, potrebbe dimezzarsi il numero di pass e forse sarebbe un vantaggio per tutti». «L’aumento da 5 a 20 euro mi sembra un po’ una truffa, ma cosa possiamo farci – si chiede Simona Colombo – Per le limitazioni, stiamo a vedere cosa accadrà».
«Il pass è una comodità e sono disposto anche a pagare per averlo», dice invece Carmine Ferrara. «Quando ho la possibilità vengo in bicicletta ma spesso non lo si può fare – dice Claire Glenn – L’aumento del costo fa arrabbiare, ma considerando che si tratta di un prezzo annuale si può anche accettare».

Anna Campaniello

Nella foto:
Simona Mazzieri

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