Cantiere della Tremezzina, Turba: «Un passaggio almeno per i pedoni»

Fabrizio Turba

«Vorrei capire il motivo per cui il consigliere Erba dei Cinquestelle dà sempre la colpa di tutto alla Regione – interviene Fabrizio Turba, sottosegretario leghista nella giunta Fontana – La variante della Tremezzina è un’opera statale e viene gestita da Anas. La Lombardia farà la sua parte, ma non è un cantiere regionale».
Turba, comunque, dimostra di aver studiato a fondo la questione. Dice anche, che pochi giorni fa, durante la visita sul lago del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha avuto già modo di confrontarsi con il prefetto di Como, Andrea Polichetti.
«Innanzitutto credo sia meglio la chiusura totale per quattro mesi rispetto all’ipotesi del senso unico alternato per il doppio del tempo – dice Turba – abbiamo visto quando è crollato il muro ad Argegno, quanto può essere di impatto anche un solo semaforo. Sarebbe un massacro».
«La Regione farà il massimo per alleviare il peso del cantiere sui residenti, ci saremo ai tavoli che il prefetto convocherà con l’Anas, prima dell’inizio delle opere», assicura.
Turba ricorda come ci siano ancora alcune questioni non secondarie aperte e vorrebbe consentire il transito almeno per i pedoni da Colonno. «Si deve tentare il tutto per tutto – dice – Soprattutto per gli studenti. Se passano dalla Valle Intelvi hanno un’ora e mezza in più di viaggio all’andata e altrettanto al ritorno. Devono poter attraversare a piedi i 400 metri di cantiere e trovare il bus che li aspetta. Ho fatto un primo sopralluogo, ci sono delle scalette che salgono sulla riva, si può creare un percorso protetto, se necessario la Protezione civile accompagnerà i ragazzi».
Sui tempi del cantiere, Turba è categorico.
«L’Anas ha garantito che la chiusura della Regina sarà d’inverno e così deve essere – spiega – Il turismo non si tocca. Ma visto che c’è di mezzo il parere della Soprintendenza, che nessuno faccia scherzi».
Poi torna sul discorso degli studenti dell’Altolago che dovranno raggiungere le scuole di Como.
«Qualcuno ha parlato dell’ipotesi Dad. Non la voglio neanche sentire. Ne hanno già fatta abbastanza – spiega – Ponte pedonale o potenziamento della navigazione. Il trasporto sul lago sarà indispensabile per tutti. Però anche qui serve un intervento deciso. Il traghetto da Varenna non può costare 14 euro a tratta. Vanno messi dei soldi sul tavolo. Magari può essere anche l’occasione per mettere in acqua qualche battello più moderno. Se poi la Navigazione passasse alla Regione, sarebbe tutto più semplice», conclude.

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