Canto Bach per amore del pianeta. Noa stasera in concerto al Sociale di Como

Noa

Noa, una delle voci internazionali più emozionanti, arriva al Teatro Sociale di Como, questa sera alle 21, con la recente pubblicazione Letters to Bach, il nuovo lavoro discografico con cui ha ripreso 11 brani strumentali di Johann Sebastian Bach arricchendoli con le sue parole ispirate a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Con Noa abbiamo parlato di questo e molto altro.
Come è nato il progetto dedicato a Bach?
«Ho suonato la musica di Bach al pianoforte da bambina. Ma è stato solo da adulta che ho iniziato a capire veramente il suo genio e la sua magia. Bach è il maestro della polifonia, l’arte di far convivere due voci distinte e individuali in “pace”».
Di quale impegno ha bisogno il mondo oggi?
«Cantare Bach è la mia dichiarazione d’amore al pianeta: contro l’attacco alla meritocrazia, contro le notizie false e tutto ciò che è finto, plastico. È una lode alla bellezza, al merito, alla qualità e alla maestria. Ovviamente anche una lode alla polifonia».
Il messaggio politico nella musica per lei è molto importante?
«La musica può enfatizzare ed evidenziare la nostra umanità, condividendo fragilità, bellezza, dolore, desiderio, gioia. In tal senso rompe i muri e costruisce ponti. La musica non può portare la pace da sola, può e dovrebbe far parte di un movimento. Le persone creano movimenti e questo è il momento di alzarsi e alzare una voce, chiunque e dovunque tu sia. Nessun essere umano oggi può concedersi il lusso della pigrizia. Ai miei colleghi musicisti chiedo di smetterla di nascondersi dietro la comoda scusa “Sono un artista, non ho un’opinione, non è il mio lavoro parlare apertamente”. L’arte può esistere solo dove c’è libertà e dobbiamo fare tutti qualcosa per evitare di ritrovarci le nostre case in fiamme».
Essere israeliana le ha creato problemi alla carriera?
«Il mondo è diventato un luogo molto polarizzato, in cui i giudizi vengono formulati in modo irresponsabile con pochissima vera comprensione o cura, portando a molti incitamenti all’odio e alla violenza: Israele e israeliani sono spesso sotto attacco. Sono critica di gran parte della politica israeliana, ma allo stesso tempo amo il mio Paese per il quale desidero solo la pace. Il mio atteggiamento complesso, che combina il patriottismo con la critica, il sionismo con l’attivismo per la pace e i diritti umani, è davvero troppo per la maggior parte delle persone».
Con l’Italia ha da tempo un bel rapporto.
«Amo il vostro Paese e sono felice di tornare a Como. Ho fatto molte cose in Italia oltre alla musica: collaborazioni, progetti speciali, eventi e molto lavoro per la pace. Dio ha benedetto l’Italia con tutto. Qui vedo bellezza, profondità, storia, arte, calore, magia e meraviglia».

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