Canton Ticino, arriva la tassa sulla prostituzione

Dogana Italia Svizzera

Venticinque franchi svizzeri al giorno. Il Ticino, se ne parla da un anno, prova a tassare la prostituzione, ma il provvedimento – inserito in un pacchetto di normative più ampio sul tema – rischia di arenarsi. Le lucciole – circa 300 quelle note alle autorità – saranno tenute a versare al fisco una imposta forfettaria pari a 25 franchi al giorno, ma non direttamente: la dovranno versare al gestore del locale erotico in cui esercitano. Sarà lo stesso gestore – questo passaggio ha scatenato più polemiche – avrà l’obbligo di trattenere l’importo e di versarlo ogni mese all’autorità fiscale. I gestori dei locali erotici – ma anche le prostitute – sono ora pronti a dare battaglia. La legge sulla prostituzione sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° luglio ma, come spiega il sito Internet Ticino On Line, di fatto è congelata.
Uno dei punti più discussi sarebbe proprio la tassa di 25 franchi (al cambio attuale circa 23 euro), che i gestori dei locali dovrebbero riscuotere quotidianamente e anticipatamente da ciascuna ragazza.
In primis, viene criticato il fatto che sia una terza persona a diventare responsabile per il pagamento di una tassa altrui. Poi, viene contestato il pagamento anticipato, anche in un giorno in cui una ragazza potrebbe decidere di non lavorare. Un altro punto sollevato dai detrattori è l’importo di 25 franchi, fisso per tutti, che non tiene conto della capacità contributiva. In Svizzera la prostituzione è legale dal 1942 (al pari di Olanda e Germania). Molti sono gli italiani che varcano il confine attratti dal mercato del sesso a pagamento nella confederazione.

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