“Cantone impestato per i confini aperti”. L’attacco di Quadri (Lega dei Ticinesi)

Dogana di Ponte Chiasso, frontiera, confine con la Svizzera

È ormai quasi un appuntamento fisso. Non passa settimana senza che il “Mattino della Domenica”, organo di partito della Lega dei Ticinesi, non sbeffeggi l’Italia e attacchi i frontalieri italiani.
La firma è sempre la stessa: Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi nonché direttore della pubblicazione. Nel mirino del politico svizzero, questa settimana, la chiusura per Natale decisa dall’ultimo Dpcm di Giuseppe Conte.
«Se nel loro Paese sotto Natale gli italiani non possono spostarsi nemmeno da un comune all’altro se non per lavoro o per emergenze sanitarie, i 70mila e passa frontalieri entrano tutti i giorni in Ticino come se niente fosse», scrive sempre Quadri.
Non solo: secondo l’esponente della Lega dei Ticinesi, i frontalieri sarebbero stati gli untori della Svizzera nella prima ondata. «È evidente che, se il transito transfrontaliero pone un problema sanitario – e lo pone – in marzo il Ticino si è impestato a causa dei confini spalancati con l’Italia. Nella seconda ondata, invece, i contagi sono partiti dalla Romandia a causa della libera circolazione con la Francia. Allora bisogna assolutamente prevedere degli interventi con delle restrizioni anche sui 70mila e passa frontalieri e sulle svariate migliaia di padroncini». Invece, la Svizzera «non ha posto alcun limite all’accesso dei frontalieri. Malgrado la crisi da stramaledetto virus cinese, il numero di frontalieri continua ad aumentare mentre spariscono migliaia di posti di lavoro», è la dura conclusione. Insomma, la Lega dei Ticinesi torna – anzi continua – a battere sul tasto dei frontalieri, alzando i toni dello scontro dentro la Confederazione e, inevitabilmente, esasperando gli animi a cavallo del confine. Una situazione che in più di un’occasione ha creato disagi e incomprensioni in un momento molto difficile sulla linea di confine causa pandemia.

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