Cantù e Mariano Comense sono le “zone rosse” provinciali. Arancione il colore per Como, giallo il medio Lario

Sottosegretaria

La seconda ondata si è abbattuta sul territorio a partire da fine settembre e non ha ancora esaurito i suoi effetti devastanti. Nel giro di un mese e mezzo la provincia ha infatti subìto un’impennata clamorosa nel numero di nuovi positivi, che si sono distribuiti nelle varie zone in maniera difforme. E così come le regioni italiane sono ormai caratterizzate ciascuna da un colore in base alla diffusione del virus e al livello di rischio, l’Ats Insubria ha riprodotto la stessa divisione anche a livello provinciale.

Ecco allora che «l’area di Cantù e Mariano Comense è assimilabile a una zona rossa; Como e l’area di Lomazzo zona arancio; il medio Lario e l’Erbese zona gialla così come Campione d’Italia», ha detto il direttore sanitario di Ats Insubria, Giuseppe Catanoso. Numeri molto alti anche per la zona dell’Olgiatese, anche se le cifre in questo caso necessitano di ulteriori approfondimenti, come spiegato da Ats. Tale classificazione generale è possibile grazie ai numeri raccolti da Ats che analizzano l’incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti, numeri aggiornati al 9 di novembre. Nell’area rossa allora le cifre sono passate da pochi casi ben sotto il centinaio, registrati a inizio ottobre, fino a sfondare la barriera degli 800 in forte salita verso i mille negli ultimi giorni, considerando che l’elaborazione ferma al 9 novembre non tiene ancora conto, ad esempio, dei contagi registrati a Cantù, dove si è assistito a un incremento di 100 casi sia martedì che mercoledì scorso.

Nel capoluogo – zona arancio – si è ben sotto quota 800 e nel medio Lario si è al di sotto dei 600 casi. «È importante non considerare l’aumento di casi del singolo giorno ma guardare la situazione nell’arco di una settimana – sottolinea Catanoso – I singoli picchi spesso sono legati ai tempi di analisi dei tamponi. La crescita del tasso di incidenza sta rallentando e speriamo nelle prossime settimane in una progressiva riduzione, anche se la prudenza è massima». Tra i nuovi positivi risale l’età media, che nell’avvio della seconda ondata era attorno a 30. «Ora l’età si sta alzando e per questo sono meno gli asintomatici mentre crescono i malati che manifestano sintomi più seri – dice ancora Catanoso – Purtroppo questa malattia è in genere più grave con il crescere dell’età e in presenza di altre patologie. L’età media delle vittime attualmente è di circa 80 anni».

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