Cantù, il Cusin ritrovato

altDopo le incomprensioni con coach Trinchieri lo scorso anno
Continua il precampionato vincente della Pallacanestro Cantù che, dopo aver alzato il Trofeo Lombardia, mercoledì sera si è aggiudicata anche la prima edizione del Memorial Porelli battendo a Casalecchio di Reno i padroni di casa della Granarolo Virtus Bologna per 58-74.
Nella nuova casa dell’ex general manager brianzolo Bruno Arrigoni, e contro un avversario in salute, la squadra di coach Stefano Sacripanti ha offerto un’altra buona prestazione corale conducendo il match per tutti i

40’ (16-24 al 10’, 28-40 all’intervallo e 41-55 al 30’), confermando la sua costante crescita.
Dopo l’avvio di marca felsinea, Cantù ha preso le redini del match trascinata da un ispirato Joe Ragland (top scorer biancoblù con 15 punti) ben assistito dall’azzurro Pietro Aradori e da Maarten Leunen (13). Un successo che è stato poi puntellato sotto le plance dal sempre incisivo Adrian Uter (11) e da un ottimo Marco Cusin (3 punti, ma soprattutto 5 stoppate e 8 rimbalzi), tornato rigenerato dalla Nazionale.
«Sono orgoglioso di aver vestito la maglia azzurra agli ultimi Europei – dice il centro biancoblù – Peccato solo che non abbiamo chiuso con la qualificazione ai Mondiali. È stata un’esperienza importante, perché mi ha permesso di ritrovarmi e riacquistare quella sicurezza che nell’ultima parte della stagione scorsa avevo perduto».
«Devo ringraziare i miei compagni e tutto lo staff azzurro che mi hanno messo nelle condizioni ideali per esprimermi al meglio – aggiunge Cusin – Da parte mia ho dato tutto e sono soddisfatto. Anche perché ho avuto la fortuna di confrontarmi con i centri migliori d’Europa, uno su tutti Mark Gasol, e non capita tutti i giorni».
Un’esperienza importante, che ora il “Cuso” vuole mettere a disposizione della causa canturina nella sua seconda stagione in Brianza. «Gli Europei mi hanno permesso di tornare quello che ero prima e che a Cantù ero riuscito a esprimere solo nella prima parte dell’ultima stagione. Ora le pagine vecchie, quelle più brutte, sono state cancellate, anzi strappate. Questa seconda annata a Cantù è come una pagina nuova, tutta bianca che voglio scrivere con la mia nuova squadra».
Una frecciata non tanto velata all’ex coach Andrea Trinchieri e una strizzata d’occhio al nuovo corso biancoblù in cui Cusin si è tuffato da soltanto una settimana, ma a pieni polmoni e con grande carica. «Sono tornato da pochi giorni, ma ho trovato un’ottima squadra che ha voglia di vincere lottare e giocare insieme. Tanti giocatori sono nuovi, ma lo zoccolo duro è rimasto».
«Ci sono tante cose da sistemare, trovare nuovi equilibri ma la volontà non manca – spiega ancora Marco – Abbiamo un buon potenziale: dobbiamo solo conoscerci per esprimerlo al meglio e presentarci pronti al debutto in campionato».
Gli ultimi test amichevoli hanno visto Cantù al completo e sempre vincente contro Brescia, Milano e Bologna. «Quando si vince va tutto bene e fa sempre bene – risponde Cusin – Anche a Bologna abbiamo giocato con serenità e soprattutto con l’aggressività che ci ha chiesto il coach. C’è tanto da fare, ma sono fiducioso».
Il centro azzurro ha le idee chiare e guarda con fiducia alla nuova stagione. «Ho tanti obiettivi – dice – Il primo passo è di conquistare in fretta i punti salvezza per poi valutare e guardare oltre: mi piacerebbe giocare ancora da protagonista in Europa, la Coppa Italia e i playoff, ma non come l’anno scorso; piuttosto nel modo in cui avevo fatto due stagioni fa». Tanti obiettivi per un Cusin che pensa e crede nei biancoblù. «Certo – conclude – Perché Cantù c’è e lo ha già dimostrato in questo precampionato. Sono convinto che sarà una stagione tutta da scoprire, specialmente in Italia, con tante squadre che si sono attrezzate con giocatori di talento; ma sarà il campo a parlare e, ripeto, ci siamo anche noi».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Tutta la grinta di Marco Cusin: il centro lo scorso anno non ha avuto grande feeling con coach Andrea Trinchieri. «Ma in Nazionale mi sono ritrovato», afferma

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