Cantù, nuova vittoria al Tar degli islamici. Si potrà celebrare il Ramadan in via Milano

Il capannone che potrebbe essere utilizzato come nuova moschea a Cantù

La comunità islamica di Cantù potrà celebrare la preghiera rituale del Ramadan nel capannone di via Milano. Con un decreto firmato dal presidente Italo Caso, la seconda sezione del Tar di Milano ha sospeso il provvedimento del Comune (datato 19 aprile) che vietava l’utilizzo dei locali. I legali dell’associazione culturale Assalam avevano presentato subito istanza contro la decisione del municipio, richiamandosi a un’identica vicenda avvenuta lo scorso anno e conclusa con la bocciatura in sede giudiziaria dell’ordinanza comunale.
Il Tar ha anche fissato per il prossimo 15 maggio la camera di consiglio per la «trattazione collegiale» del ricorso.
Ancora una volta, però, nel dispositivo del decreto, i giudici amministrativi si sono fatti carico di ricordare i princìpi costituzionali che regolano il diritto di culto nel nostro Paese.
«Nel necessario bilanciamento degli interessi coinvolti – si legge infatti nel testo inviato alle parti dal Tar – appare prevalente quello del libero esercizio dell’attività di culto rispetto a quello legato all’accertamento della compatibilità urbanistica del temporaneo mutamento di destinazione d’uso dell’immobile».
D’altra parte, spiegano ancora i magistrati milanesi, la preghiera degli islamici in via Milano non reca danno né pregiudizio ad alcuno. «La prossima udienza camerale, nella quale la sezione si pronuncerà sull’istanza cautelare ordinaria, consente il sollecito e dovuto approfondimento delle varie questioni – scrive il Tar – e non si ravvisano circostanze idonee a determinare medio tempore il prodursi di effetti significativamente pregiudizievoli per gli interessi pubblici».
L’unico obbligo ribadito dai magistrati è il «limite di accesso di 99 persone allo stabile, nel rispetto dei requisiti di agibilità e sicurezza invocati dall’amministrazione comunale, la quale sorveglierà l’osservanza di tale prescrizione e, se violata, adotterà immediatamente le misure necessarie, anche vietando in toto la prosecuzione della destinazione d’uso provvisoriamente ammessa».
Grazie a questa decisione del Tar, l’associazione Assalam potrà così adibire l’edificio di via Milano allo svolgimento della preghiera rituale del Ramadan a partire da domenica 5 maggio, tutti i giorni dalle 21 alle 24 e il venerdì anche dalle 12 alle 13. «È la risposta che auspicavamo e siamo soddisfatti – hanno detto i legali di Assalam – È riconosciuto il diritto della comunità islamica di celebrare il Ramadan».

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