Cantù-Varese, nobili decadute e pericolanti. Domani il derby con l’esordio di coach Bucchi

Piero Bucchi Cantù

Uno snodo decisivo in una stagione finora deludente, quasi una gara da dentro o fuori. Sarà un derby ad alta tensione quello che domani andrà in scena a Desio tra Cantù e Varese, con inizio alle ore 16.
Una “classica”, non soltanto del basket italiano, visto che si affrontano due club che hanno scritto pagine importantissime nelle più prestigiose competizioni internazionali.
Fa tristezza, ora, vedere queste due nobili decadute in fondo alla classifica di serie A, con Cantù penultima e Varese ultima. Di fatto sono le due maggiori candidate a lottare fino al termine della stagione regolare per non essere il fanalino di coda, ossia la formazione retrocessa nella categoria inferiore.
L’Acqua S.Bernardo arriva a questo confronto con un nuovo allenatore, Piero Bucchi, che da martedì ha sostituito Cesare Pancotto, esonerato dopo la deprimente sconfitta rimediata a Pesaro domenica scorsa.
Anche i biancorossi hanno deciso di cambiare il coach con cui avevano iniziato il torneo 2020-2021, con Massimo Bulleri che è stato chiamato al posto di Attilio Caja.
«Pur consapevole di debuttare su una panchina prestigiosa e importante come quella di Cantù – spiega Bucchi – che suscita in me tanto orgoglio, il mio stato d’animo è molto simile a quello di tutte le altre “prime” della carriera. Provo grande voglia e tensione, ma anche la giusta attenzione per affrontare una gara. Comunque una emozione positiva, senz’altro».
Varese è stata a lungo ferma per la problematica Covid ed è tornata a giocare questa settimana, perdendo il recupero disputato a Trieste per 108-83. «Questa si sta confermando una stagione strana – ammette il nuovo tecnico dell’Acqua S.Bernardo – Tuttavia, sono convinto che a Desio arriverà una avversaria ugualmente molto agguerrita, come ha dimostrato in occasione del match contro Trieste, in cui ha sempre lottato, pur uscendo sconfitta».
«Per noi, dunque, non sarà una partita semplice ma siamo pronti. La squadra si è mostrata disponibile fin da subito, sta lavorando con buona energia e intensità, qualità necessariamente da tramutare anche sul campo – conclude Piero Bucchi, 62 anni, bolognese – Importante, infine, sarà l’aspetto mentale. Ci attende una sfida dura e intensa».

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