Cantù verso la nuova stagione: «Dovremo ottenere il massimo con poco. Scelte oculate con un budget limitato»

Daniele Della Fiori, Andrea Mauri

L’occasione era la presentazione del nuovo general manager e direttore sportivo Daniele Della Fiori; in realtà l’occasione è stata propizia per fare il punto sulla situazione della Pallacanestro Cantù. Dopo la fine del campionato, infatti, era stata annunciata una conferenza stampa per fare il punto della situazione, soprattutto in prospettiva futura, che è stata sempre rinviata. Poi sono state messe in giro voci su una possibile rinuncia alla serie A 2019-2020 per ragioni economiche, per disputare una meno dispendiosa A2.
E così, con l’amministratore delegato Andrea Mauri seduto a fianco di Della Fiori è stato possibile avere un chiarimento sulla fase che sta vivendo il club.
«La società sta ripartendo da zero – ha spiegato Andrea Mauri – con la volontà e la convinzione di dover ricominciare dalla forza di Cantù e da quella dei canturini. Dovremo ottenere il massimo con poco, cosa che da queste parti, da sempre, sappiamo fare molto bene. Si riprende con spese contenute, cercando di sfruttarle al meglio il budget disponibile».
«Il lavoro di questi mesi è stato faticoso ma allo stesso tempo costruttivo – ha spiegato ancora Mauri – e ora è arrivato il momento di tirare le somme. Le prossime settimane saranno quelle in cui ogni particolare sarà deciso. La risposta del territorio è stata comunque positiva a quello che è il nostro progetto, che prevede una proprietà diffusa. A mio giudizio questa è la direzione in cui deve andare in ogni club. Ormai è passato il tempo dei singoli imprenditori che fanno pesanti investimenti e che, quando decidono di lasciare, lasciano le società in forti difficoltà».
Nelle prossime settimana saranno dunque definiti organigramma e gli sponsor che vorranno limitarsi ad un contributo per così dire tradizionale e quelli che vorranno invece entrare in società con voce in capitolo rispetto alle decisioni prese. «Abbiamo sempre parlato di un progetto di tre anni – ha spiegato ancora Mauri – ma in realtà l’intenzione è di garantire una lunga continuità e di portare avanti, oltre che la vita del club, il progetto del palazzetto».
Il discorso societario è inevitabilmente legato al lavoro che dovrà svolgere il nuovo general manager che, canturino Doc, torna in Brianza dopo tre anni alla Scaligera di Verona. Daniele Della Fiori dovrà costruire la nuova squadra con un budget risicato. «Rispetto alle passate stagioni avremo un budget piuttosto limitato ma sento un grande senso di sfida – ha sottolineato – Avremo comunque la possibilità di rialzarci più forti di prima. Credo che mantenere la parola data alle persone, per Cantù, valga più di uno scudetto. Non dimentichiamoci che oggi, pur essendo una piccola città, abbiamo la fortuna di poter goderci questa bella realtà. Ricominciare da capo, costruendo qualcosa, è stimolante e credo che sarà anche divertente».
Della Fiori ha definito l’identikit dei giocatori che faranno parte della Pallacanestro Cantù 2019-2020. «Atleti alla ricerca di una opportunità, che magari altrove non hanno trovato grande spazio o che hanno militato in serie A2 e hanno la voglia di misurarsi su un palcoscenico importante come quello della serie A. Sicuramente non ci lanceremo in aste e faremo tutto in maniera oculata; ci stiamo comunque muovendo su vari fronti e seguendo profili di campionati interessanti come ad esempio la serie A2 francese».
Ovviamente non è mancato un riferimento alla questione dell’allenatore, dopo la separazione da Nicola Brienza. «Spiace – ha spiegato Mauri – perché stiamo lavorando su un progetto di ritorno alla canturinità come base portante e in questo contesto sarebbe stato ideale. Ha voluto fare un’altra strada e rispettiamo la sua scelta».
Per quando riguarda il nuovo coach è arrivata l’ammissione dell’interesse per Cesare Pancotto, «ma stiamo valutando anche altre figure» hanno ammesso Della Fiori e Mauri. L’impressione è che comunque, con una squadra potenzialmente con molti giovani e con profili emergenti, possa essere scelto un allenatore di esperienza, più abituato ad affrontare quei momenti difficili che inevitabilmente si presenteranno lungo il cammino.

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