“Canturium” rende omaggio a Linati scrittore europeo

Carlo Linati

Canturium è un trimestrale di arte, ambiente e storia del Canturino e della Brianza, ma anche del Comasco, diretto dall’architetto brianzolo Tiziano Casartelli.
Nasce nel 2004 per approfondire la conoscenza del territorio, della sua storia, dei suoi aspetti artistici nonché delle sue tradizioni basandosi sul presupposto, tutt’altro che scontato, che lo studio del passato non può essere condotto che con l’occhio del presente.
È appena uscito il numero 62 che analizza, tra gli altri argomenti, l’immagine storica di Cantù nel corso del tempo. Si va dall’XI secolo (epoca della prima rappresentazione della futura città del mobile con il famoso affresco nell’abside di San Vincenzo in Galliano con Ariberto da Intimiano che offre a Cristo la chiesa restaurata) fino al Novecento.
Spiccano poi un ricordo dell’artista Paolo Minoli a 15 anni dalla scomparsa, una riflessione sulla dinamica vita delle librerie locali a cura del filosofo Mario Porro, un ricordo del pittore Paolo Borghi di cui cinque opere sono state donate al Comune di Cucciago e un ritratto delle “sculture volatili” del maestro canturino Valerio Gaeti.
Ampio spazio è dedicato alla rievocazione di uno scrittore da riscoprire come il comasco Carlo Linati, «passeggiatore incantato» come lo designa il titolo del saggio di Anna Maria Catalucci: un autore sia lombardo che «europeo per vocazione internazionale e cosmopolita» dato che fu «uno dei letterati più in voga negli anni che attraversarono il fascismo, giungendo a un dopoguerra ricco di fermenti e aperture internazionali che il Linati stesso anticipò attraverso le sue traduzioni di Yeats, Joyce e Hemingway: anche se forse non ne intuì la portata innovatrice e anti-sistema».
Uno scrittore attento alla realtà, scrive Catalucci su “Canturium”, «dotato di una “curiositas” straordinaria, mostrò ben presto le sue doti di fine esteta, di acuto osservatore della fisionomia dei luoghi, dei tempi, degli edifici».

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