Caos Tasi, il 20% dei comaschi non sa ancora quanto deve pagare

La tassa sulla casa
Scaduto ieri il termine per l’invio delle delibere comunali
Parliamo ancora di Tasi, la nuova tassa sulla casa, più propriamente sui “servizi indivisibili” che devono pagare sia i proprietari sia gli inquilini.
Ieri è scaduto il termine per l’invio delle delibere comunali al portale del federalismo fiscale gestito dal Dipartimento delle Finanze. Il Ministero ha ora tempo fino a giovedì 18 per mettere tutto online.
I comaschi, come tutti gli italiani, potranno andare poi sul sito www.finanze.gov.it e trovare la delibera del proprio Comune nella sezione fiscalità locale.
La precedente scadenza del 31 maggio era stata rispettata solo da 35 Comuni sui 154 della provincia di Como. I residenti tra Alserio e Veniano (scorrendo l’elenco in ordine alfabetico) hanno già versato il primo acconto Tasi il 16 giugno scorso.
Altri si sono adeguati tra giugno e luglio, tra questi anche il capoluogo lariano. Ma, ad oggi, un’amministrazione su cinque non ha ancora inviato la propria delibera e questo, a poco più di un mese dalla scadenza per il versamento (prorogato al 16 ottobre per i Comuni ritardatari), genera un vero e proprio caos.
A preoccupare i contribuenti sono anche gli importi. Secondo un’analisi del Caf Acli su 4mila Comuni, pubblicata dal “Sole 24 Ore”, il prelievo fiscale è quasi raddoppiato sulla prima casa con una media nazionale vicina al 2 per mille di aliquota.
Ieri abbiamo pubblicato lo studio della Cgia Mestre che, attraverso un raffronto tra l’Imu 2012 e l’attuale Tasi, rilevava come i residenti a Como dovranno pagare in media 45 euro in più. Imu che era stata cancellata sulle prime case, escluso le abitazioni di lusso, soltanto un anno e qualche mese fa dal governo Letta.
È vero ci sono anche “isole felici”, amministrazioni in cui nulla è dovuto per l’abitazione principale. Per il Lario si tratta di circa l’1% dei Comuni: Caglio, Carate Urio, Carbonate, Casnate con Bernate, Colverde, Locate Varesino, Ponna, Rovello Porro e Tremezzina.
Nell’elenco sono presenti due Comuni di nuova costituzione (Colverde e Tremezzina) agevolati in tal senso dal fatto che, per tre anni, non devono sottostare al temuto patto di stabilità.
I diversi tasselli mancanti sul fronte di questa tassa e l’assonanza con la Tari, la nuova tassa rifiuti che per la città di Como va pagata proprio il 16 ottobre (in altri Comuni il 30 settembre), sta creando in questi giorni code ai Caf e dai commercialisti per richieste di chiarimenti.
«C’è ancora tanta confusione anche tra Imu e Tasi – spiega Roberta Seveso, responsabile del Caf della Cisl di Como – così in diversi si muovono in questi giorni. Non dimentichiamo che il Ministero aveva fissato in precedenza la scadenza per l’acconto Tasi al 16 settembre, poi posticipato di un mese, ma molti pensano di avere pochi giorni per pagare».
L’autonomia dei Comuni in materia di questa tassa genera ulteriori difficoltà.
«Le amministrazioni hanno fissato le aliquote, ma non solo, potevano decidere se fare pagare o meno chi è già assoggettato all’Imu, ad esempio».
E poi ci sono i pochi Comuni che hanno cancellato la Tasi per l’abitazione principale, ma anche in questo caso con dei distinguo. A Casnate con Bernate, ad esempio, la Tasi non è dovuta da parte dei proprietari di casa per l’abitazione principale, ma la devono pagare gli inquilini o i comodatari. Diversamente a Blessagno, Carimate, Claino con Osteno, Guanzate, Laino, Olgiate Comasco e Rodero gli affittuari vengono esentati dal pagamento della Tasi. Una vera e propria selva di delibere e di possibilità in cui è difficile orientarsi.
I residenti nei Comuni che non hanno inviato ieri le delibere in materia di tassa sui servizi indivisibili dovranno comunque pagare, ma in un’unica soluzione, il 16 dicembre (quanto è previsto il saldo Tasi per tutti i contribuenti) con un’aliquota dell’uno per mille.
L’unica certezza riguarda le modalità di pagamento, ossia attraverso i modelli F24 in cui si possono inserire anche eventuali compensazioni.

Paolo Annoni

Nella foto:
I modelli F24 sono indispensabili per il pagamento della Tasi. Vanno compilati dai Caf o dai commercialisti (Fkd)

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