Casinò, le due proposte del sindacato per la crisi

Campione d'Italia, Casinò

Una via d’uscita dalla crisi di Campione. È ciò che stanno cercando in queste ore tutti gli attori della vicenda più incredibile forse accaduta nel Comasco da molti anni a questa parte: il crack di un Casinò che macinava decine di milioni di euro. Dopo la sentenza con cui la corte d’Appello del Tribunale civile di Milano ha dichiarato la nullità della società di gestione della casa da gioco di Campione d’Italia, sembra che tutto si sia congelato. Una situazione irreale, figlia di eventi difficilissimi da prevedere e complicatissimi da gestire. In realtà – ed è questo che dicono i diretti interessati a microfoni spenti – nessuno sa che cosa fare. Nessuno sa come muoversi. Il conto alla rovescia per il ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello è già iniziato. Ma sin qui, gli unici (forse) convinti delle proprie mosse sono i curatori fallimentari, pronti appunto a chiedere il pronunciamento della Suprema corte. Per quanto alcuni esperti abbiano fatto notare come il fallimento sia stato annullato per un vizio di procedura, motivo per cui la Cassazione – che giudica unicamente sulla legittimità degli atti e non sul merito – potrebbe facilmente confermare il verdetto di secondo grado. Su questo puntano, probabilmente, i sindacati.
Ieri le tre confederazioni e gli autonomi si sono ritrovati per stilare un documento con cui chiedere un incontro ravvicinatissimo al prefetto di Como e agli stessi curatori fallimentari.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori l’unica soluzione possibile passa da due bivi: il primo è convincere la curatela fallimentare a non andare in Cassazione; il secondo è un’iniziativa del governo che riattivi con un commissario o in altro modo, la società di gestione tornata in bonis dopo la sentenza di Milano. Queste sono le due cose che il sindacato chiederà al prefetto e ai curatori. Quali possano essere le risposte, al momento, è impossibile dire. L’unica cosa certa è che da 231 giorni il Casinò di Campione è chiuso e dall’inizio dell’anno i dipendenti sono stati licenziati. Il paese si sta lentamente spegnendo mentre in municipio gli impiegati lavorano da 13 mesi senza stipendio. Surreale.

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