Caporalato nel Comasco, utilizzato un magazzino di Locate: sette nei guai

Locate Varesino

Operazione della polizia di Cremona contro un’organizzazione criminale che, secondo l’accusa, sfruttava i migranti per la raccolta di abiti usati che venivano poi distribuiti nei mercati del Nord Africa. La banda operava anche in provincia di Como oltre che a Cremona, Bergamo e Reggio Emilia.
Gli agenti hanno individuato un magazzino a Locate Varesino nel quale venivano stoccati grossi carichi di vestiti, che venivano poi inviati a Genova e imbarcati sulle navi per Tunisi. Le indagini della polizia di Cremona, condotte tra aprile e novembre 2018, hanno permesso di accertare che i migranti venivano pagati 3 euro l’ora e costretti a lavorare in condizioni degradanti e in assenza di qualsiasi rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro.
L’operazione, denominata “stracci d’oro” ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, un italiano e sei nordafricani, accusati a vario titolo di aver reclutato e sfruttato manodopera irregolare, un reato noto appunto come caporalato.
L’indagine è partita da un tragico incidente costato la vita a due stranieri trasportati nel cassone di un camion. È emerso che il mezzo veniva utilizzato per portare numerosi richiedenti asilo che venivano impiegati nella raccolta di indumenti. Gli agenti della squadra mobile di Cremona hanno scoperto l’esistenza di una rete che reclutava richiedenti asilo e immigrati irregolari, costretti poi a lavorare in condizioni definite «disumane» dagli inquirenti, per 3 euro l’ora. Almeno una trentina gli immigrati che sarebbero stati impiegati in questa attività. Dalle ricostruzioni fatte dagli uomini della squadra mobile emerge che gli abiti venivano acquistati per 30 centesimi al chilo e rivenduti ad un prezzo fino a 40 volte superiore sui mercati del Nord Africa, garantendo all’organizzazione un guadagno di circa 150mila euro a container, con due spedizioni alla settimana. Dei destinatari dell’ordinanza, tre sono in carcere, l’italiano è ai domiciliari, uno è sottoposto all’obbligo di dimora e due sono ricercati.

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