Carenza di medici, più risorse per gli studenti: «Mancano sostituti per chi va in pensione»

Buona notizia per un medico canturino

La politica regionale discute, si scontra, cerca soluzioni e prova a individuare colpevoli.
Fatto sta che su un aspetto sembrano tutti essere d’accordo: la carenza di medici di base a Como, così come nel resto della regione e non solo, sta diventando un’emergenza sempre più pressante e attuale.
Scarseggia la classica figura del vecchio medico condotto e, con il passare degli anni, sempre più medici vanno in pensione senza essere sostituti. C’è chi punta il dito su politiche poco avvedute che hanno portato ad aumentare i posti nelle facoltà di medicina e nelle scuole di specializzazione senza però creare una rete, ovvero senza riattivare il tavolo, creato in passato con i rettori lombardi, per gestire questa complessa e vitale realtà.

E c’è chi, medico operativo sul campo ormai da diversi anni, ha le idee chiare da altrettanti anni. Si tratta di Gianluigi Spata, il presidente dell’Ordine dei medici comaschi e della Federazione lombarda degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. «Non mi stancherò mai di ripeterlo, a mancare non sono i medici ma le borse di studio. Le risorse messe a disposizione dei giovani per completare i cicli di studi e di specializzazione. Non bisogna nascondersi dietro ad altri problemi. E noi, a livello regionale ma anche nazionale, sono ormai diversi anni che segnaliamo questa situazione emergenziale – spiega il presidente Spata – Abbiamo chiesto diverse audizioni al Governo e al ministro competente. Mancano le basi economiche per accompagnare i futuri medici, tra cui vanno compresi anche quelli ospedalieri. Bisogna fare presto a invertire la tendenza perché la situazione è sempre più critica».

E risorse per incrementare le borse di studio sono state sollecitate, ad esempio dal Pd, che ha invitato a utilizzare gli oltre 340 milioni di euro residui dal bilancio del 2020, 90 dei quali sulla sanità. «Siamo ormai arrivati a una situazione tale per cui non ci saranno a breve più ricambi per quelli che vanno in pensione. E posso testimoniare come quotidianamente io stesso firmi le richieste di pensionamento dei colleghi. I medici stanno diventando sempre più “vecchi”. È vero che nell’anno di pandemia sono state aumentate le borse di studio ma non basta, bisogna andare avanti. Ho delle colleghe donne che devono andare in maternità ma non hanno sostituti, siamo in emergenza».

In tale situazione è di recente stato innalzato il numero degli accessi alle università e si è disposto anche di aumentare fino a 250 in più il numero dei pazienti per i medici anziani. «Bisogna invertire la rotta e mettere a disposizione più risorse», chiude Spata. Decisiva, in tema di formazione, l’opera del Tavolo dei rettori, istituito in passato per poter analizzare la situazione e le criticità nelle facoltà di medicina e nelle scuole di specializzazione. A tal proposito interviene il professore Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo e presidente della Conferenza dei rettori della Lombardia. «Il Tavolo è operativo da tempo. Abbiamo avuto già alcuni incontri, uno subito dopo l’insediamento dell’assessore Moratti in Regione e l’altro pochi giorni fa», spiega il presidente Morzenti Pellegrini. Il Tavolo riunisce tutti gli atenei che hanno attivi dei corsi di medicina e si occupa di vari temi. Anche se il principale riguarda «la ripartizione delle borse di studio nelle varie università. Queste risorse sono decisive. Più che l’innalzamento del numero degli studenti ammessi alle facoltà, ciò che è fondamentale in tale ambito è proprio il delicato lavoro di ripartizione logica e studiata delle borse di studio. Mezzo efficace per consentire la conclusione degli studi e dunque l’inserimento di nuovi medici», chiude il presidente della Conferenza dei rettori della Lombardia.

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