Carovita in Svizzera, ecco i frontalieri al contrario. Sempre di più i ticinesi che cercano casa sul Lario

generiche dogana, frontalieri

Una lenta ma inarrestabile “invasione” al contrario. Il numero dei ticinesi che hanno deciso di oltrepassare il confine per trovare casa in Italia, a partire da Como, è infatti in deciso aumento. E così capita sempre più di frequente che al mattino, in coda per superare i valichi e andare a lavorare in Svizzera non ci siano più solo comaschi ma molti svizzeri che dopo aver trascorso la notte nella propria casa di Como, o comunque nelle zone di confine, ogni mattina si trasformano in anomali frontalieri. Questo viaggio al contrario ha precise motivazioni che sono, nella maggioranza dei casi, economiche.
Se infatti è vero che lavorare in Svizzera assicura salari in media decisamente più alti rispetto agli standard italiani, è altrettanto vero che il costo della vita nella confederazione è più alto che a Como. E allora ecco lo stratagemma: lavorare in Svizzera e vivere in Italia dove, dagli affitti ai costi dei beni di prima necessità, tutto ha un prezzo migliore, ovvero decisamente più basso che oltre la frontiera.
E come sempre accade in queste situazioni sono i numeri a inquadrare nel dettaglio il fenomeno. Secondo i dati dell’ufficio cantonale di stato (Ustat) si è passati dai 289 ticinesi “emigrati” oltre frontiera nel 2011 ai 488 dell’anno passato. In mezzo, fatta eccezione per il 2012 dove si registrò un dato pari a 287 passaggi oltre confine, le cifre sono quasi sempre state in deciso aumento. Dai 380 del 2015, ai 475 del 2016, ai 478 del 2017 fino all’anno passato che, come detto, ha fatto segnare quota 488. E questo fenomeno nasconde anche un’altra importante motivazione: sono molti gli svizzeri che in Italia hanno più possibilità, grazie al loro stipendio “rossocrociato”, di poter comprare casa, visti i costi decisamente differenti. Bisogna anche sottolineare come in diversi casi questo comportamento viene però messo in essere anche da persone che comunque rimangono domiciliate in Svizzera, pur vivendo di fatto in Italia. Su questa anomala fattispecie, come analizzato di recente sulle pagine del Corriere del Ticino, non esistono dati ufficiali ma i Comuni cercano di monitorare il fenomeno soprattutto grazie a segnalazioni di terzi, a partire dai vicini di casa. E la persona interessata può anche essere chiamata in Comune – dopo che su di lui sono stati raccolti elementi significativi a partire dal controllo dei consumi casalinghi – per chiarimenti. Può successivamente anche essere invitato a mettersi in regola. E chissà cosa direbbe Loris Bernasconi, di guardia alla dogana di Bizzarone, se scoprisse che il frontaliere Roberto Bussenghi – si tratta dei famosi personaggi della serie comica Frontaliers – invece che cittadino dell’immaginaria Usmate Carate in realtà risiedesse a Chiasso.

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