Carrie Rodriguez dal Texas a Cantù

Il concerto – Domani sera alle 18 alla Corte San Rocco
Tutti i fan di musica americana delle radici, quella che da Bob Dylan in poi, senza scomodare Woody Guthrie, ha appassionato intere generazioni e prodotto centinaia di cantautori devoti al maestro di Duluth, sanno quanto abbia fatto per loro Carlo Carlini.
Il promoter, scomparso improvvisamente lo scorso anno, in oltre vent’anni di appassionata attività ha condotto in Italia un esercito di loser statunitensi, decine di musicisti figli di Dylan che hanno regalato al pubblico indimenticabili
notti di genuino folk.
Il suo testimone, almeno in parte, è stato raccolto da Andrea Parodi, artista canturino con il “vizio” di traghettare dalle nostre parti tutti i colleghi americani che ha incontrato nei suoi lunghi viaggi negli Stati Uniti. Così, se il compianto Carlini aveva portato nel nostro Paese David Rodriguez, songwriter con nove ottimi dischi alle spalle, Parodi ha pensato di offrirci le belle canzoni della figlia Carrie. La texana, che si è subito innamorata dell’Italia, dove ha ritrovato parte delle sue radici latine (mamma Eva Ganta è una nota cantante di origini messicane), è stata ampiamente ricambiata, non solo dal pubblico, fin dal suo primo tour. Infatti, lo scorso novembre, gli organizzatori del premio Tenco l’hanno fortemente voluta sul palco dell’Ariston in qualità di ospite internazionale.
E visto che a Sanremo il calibro dei nomi presenti alle precedenti edizioni della celebre manifestazione dedicata alla musica d’autore era quello di Tom Waits, Joni Mitchell, Nick Cave, Patti Smith, Tom Jobin, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Chico Buarque, Mercedes Sosa, Leo Ferré, per Carrie l’invito è stato un vero e proprio attestato di stima. E proprio nel 2011, non a caso, è arrivata l’attesa consacrazione. La giovane cantautrice texana, oltre alle numerose collaborazioni con John Prine, Mary Gauthier, Lucinda Williams, Bill Frisell, ha partecipato alla realizzazione del disco d’esordio dell’attore Jeff Bridges, prodotto dal genio di T Bone Burnett. Figlia d’arte, come detto, Carrie è cresciuta vicina a molti esponenti di spicco della scena roots americana, su tutti Lyle Lovett, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della sua carriera. A tale proposito, la stessa Rodriguez ricorda spesso il suo approccio con un mito assoluto della musica: «Papà mi regalò un disco di Leonard Cohen per i miei 9 anni, lo odiai. Ma poi lo riascoltai a 13 anni e non smisi più di ascoltarlo».
La prima vera svolta per la Rodriguez risale al 2001, quando il songwriter Chip Taylor, autore di Wild thing (brano portato al successo da Jimi Hendrix) e fratello dell’attore John Voight, la nota nel corso del celebre festival SXSW di Austin e le propone di collaborare con lui. L’unione frutta tre dischi in studio, due dischi live e innumerevoli tour in America ed Europa tra il 2002 e il 2007. È una palestra fondamentale per Carrie, che nel 2006 si sente pronta al grande salto e pubblica Seven angels on a bicycle, il suo primo disco solista, cui seguirà nel 2008 She Ain’t Me e nel 2009 Live in Louisville. Nel 2010 decide poi di tributare il giusto omaggio agli artisti che l’hanno influenzata con l’album Love & Circumstance. Il lavoro include canzoni di suo padre, dei Little Village, di Richard Thompson, Townes Van Zandt, Hank Williams e altri ancora.
Dotata di una voce calda, lo stile della Rodriguez si basa soprattutto sulle sue solide capacità tecniche: violino, mandolino e chitarra tenore sono gli strumenti con cui delizia la platea.
Carrie Rodriguez, tornata in Italia per un nuovo tour, farà tappa domani a Cantù, dove alle 18, alla Corte San Rocco di via Matteotti, sarà in concerto (ingresso gratuito) accompagnata da Luke Jacobs alle chitarre e pedal steel e da Max Malavasi alle percussioni. Un’occasione imperdibile per ascoltare una dei nomi più interessanti del nuovo folk americano, di colei che qualche critico ha già paragonato a Norah Jones e Lucinda Williams.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
La cantautrice texana Carrie Rodriguez, che si esibisce domani a Cantù

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