Casa letteraria di Lugano, Di Pietrantonio ospite d’onore

Fabiano Alborghetti, foto di Iadina Bischof

Donatella Di Pietrantonio è l’autrice profondamente amata del romanzo L’arminuta (il titolo evoca un termine dialettale traduciile con “la ritornata”) cui è seguito nel 2020 Borgo Sud, libro candidato al Premio Strega 2021. Il secondo è il seguito del primo, e la narrazione approfondisce il rapport madre-figlia nei suoi lati più anomali e, forse, patologici. L’esordio è però nel 2011 con Mia madre è un fiume cui segue Bella mia (anch’esso candidato al premio Strega, nel 2014). Prima di esordire con la prosa, è però stata autrice di fiabe, narrazione per l’infanzia, persino poesie. È la prosa però che con maggiore magnitudo porta all’attenzione del pubblico quelle narrazioni dove il fulcro è l’Abruzzo, e dove si stratificano le anomalia dei rapporti familiari e tutte quelle voci che diventano i mille canti della vita. 
Dice l’autrice in una intervista: “Ciò che cerco di fare con la scrittura è di mostrare le cose più che di spiegarle e di raccontarle” eppure le sue parole hanno il potere straordinario di rendere le vicende vivide e visibili; e con l’empatia forse dovuta al suo mestiere primario (è dentista pediatrico) accarezza ed accoglie vicende che diventano narrazioni commoventi e squassanti al contempo.
A sollecitare Donatella di Pietrantonio giovedì prossimo in un incontro della “Casa per la letteratura della Svizzera italiana” diretta dal poeta Fabiano Alborghetti, attraverso la sua intera produzione letteraria, sarà Olimpia De Girolamo, docente di italiano alle scuole medie di Canobbio, drammaturga, fondatrice del Teatro Agorà e fresca vincitrice del concorso OpenNet delle Giornate Letterarie di Soletta.
 

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