Case comunali, 600 in lista d’attesa

“C’è chi dice no” – Botta e risposta sulla gestione del patrimonio
Per gli attuali inquilini intanto aumentano i canoni d’affitto
Un patrimonio considerevole. Difficile persino da stimare, perché non esiste ancora una documentazione completa e aggiornata, almeno per quanto riguarda i metri quadrati a disposizione. Il Comune di Como può contare su un lunghissimo elenco di immobili. Si tratta per lo più di alloggi (quasi 800) ma anche di bar, ristoranti, strutture sportive e negozi. A farla da padroni sono gli appartamenti di edilizia residenziale popolare. La gestione del patrimonio – neanche a dirlo – fa discutere. Tante

le questioni aperte, a partire dalla lista d’attesa per un alloggio popolare. Ad oggi sono oltre 600 le domande giacenti – la graduatoria è gestita dall’Aler – a fronte di una disponibilità di appartamenti pressoché nulla. Ma non ha mancato di suscitare polemiche nelle scorse settimane anche il caso dei canoni di locazione, una giungla di cifre nella quale sembra difficile individuare un filo conduttore. A questo si deve aggiungere il fatto che un inquilino su cinque è moroso, ossia non sta pagando l’affitto, per un mancato introito nelle casse comunali di oltre 200mila euro all’anno. Sempre a proposito di affitti, proprio in questi giorni la stragrande maggioranza dei residenti nelle case del Comune di Como sta ricevendo l’aumento della somma per la locazione.
«Abbiamo dovuto alzare le tariffe in base a una legge del 2008 – precisa l’assessore al Patrimonio, Enrico Cenetiempo – Si tratta di rialzi inevitabili, calcolati comunque sempre in base al reddito e alla situazione familiare degli inquilini. Per evitare di tartassare eccessivamente i cittadini, per quest’anno chiediamo, oltre naturalmente alla tariffa corretta per il 2011, il conguaglio relativo esclusivamente al 2008. Quello del 2009 verrà richiesto il prossimo anno e via dicendo fino a ripianare la situazione».
Spiegazioni a parte, gli aumenti sono una doccia gelata per molti residenti nelle case comunali. «Vivo sola in un appartamento del Comune da 6 anni – dice Rosa Fanizza – Sono sincera, dal punto di vista delle condizioni della casa non posso davvero lamentarmi di nulla. C’è però il problema dell’aumento dell’affitto. Ogni anno mi chiedono qualcosa in più. Fino a oggi però si trattava di incrementi contenuti, quasi ritocchi. Per il 2011 invece l’affitto è passato da 1.200 a 1.500 euro all’anno e per una pensionata sola è davvero un problema».
Sergio Cavallari è stato proprio ieri mattina all’ufficio case. «Sono andato a lamentarmi perché ho ricevuto un bollettino per l’affitto sbagliato – dice l’uomo, residente con la mamma in un appartamento di via Cosenz – Il problema riguarda anche altri inquilini e abbiamo deciso di rivolgerci a un avvocato per risolvere la questione una volta per tutte. Da anni riceviamo bollettini “pazzi”. Ogni volta ci viene richiesta una cifra diversa e non si capisce in base a quali criteri. Senza contare i problemi strutturali con cui dobbiamo convivere».
«La cantina – prosegue Cavallari – si allaga di continuo, le travi del tetto avrebbero bisogno di una sistemazione così come i muri della casa. Da tempo, con altri inquilini ci arrangiamo a sistemare quello che possiamo e abbiamo anche ripulito più volte la facciata imbrattata dai writer, ma ci sarebbe bisogno di altri lavori».
In via Anzani, al civico 37, ha sede il più vasto complesso di alloggi residenziali del Comune: 78 appartamenti di edilizia popolare e 12 a destinazione diversa. Al momento, solo uno risulta vuoto.
«Sento molti inquilini che si lamentano di problemi strutturali – dice Stefania Bianchi – Onestamente però, nel mio appartamento non ho mai avuto alcun problema. Ho aspettato sei anni per avere la casa, ma sono contentissima dell’abitazione».
«Vivo con due figli minori e non posso lavorare – aggiunge la donna – quindi pago un affitto di 20 euro mensili. L’unico vero problema è che ci sono venti inquilini che non pagano le spese dovute e più di una volta ci siamo visti tagliare il gas o la corrente. Il Comune è intervenuto subito, ma fa rabbia vedere che c’è sempre chi non rispetta le regole e resta impunito».
Non è altrettanto soddisfatta Antonia Semeraro. «Sono qui da sei anni e ho avuto numerosi problemi – attacca – Il pavimento del bagno si è sollevato, un calorifero si è letteralmente staccato, il lavandino della cucina non funzionava a causa di un problema alle tubature. Senza contare le crepe nei muri, l’intonaco che si stacca e gli allagamenti ogni volta che piove. Non so più quante segnalazioni ho fatto al Comune. Di solito interviene, ma i tempi sono lunghi e poi i disagi si ripropongono». La donna conferma che, in più occasioni, nell’intero complesso è stata bloccata l’erogazione del gas o dell’energia elettrica a causa degli inquilini che non pagano le spese. A proposito di morosi, la percentuale di affittuari che non ha versato la somma dovuta al Comune si è attestata nel 2010 a quota 18,5%, pari a un mancato introito di 192mila euro. A questi si sommano anche circa 17mila euro non versati dai cittadini che hanno affittato un box o un posto auto di proprietà del Comune.
In tema di affitti, resta aperta la questione degli immobili affittati dal Comune per attività di ristorazione e commerciali. Tra i casi che nelle scorse settimane hanno fatto maggiore scalpore compare quello del Pappafico. I gestori del locale, noto per le terrazze vista lago in fondo a viale Geno, versano 850 euro al mese a Palazzo Cernezzi. «La firma della concessione risale al 1998 e ha una durata di 18 anni – spiega Fabienne Franchi – L’accordo prevede effettivamente un affitto annuo di 10mila euro. Questo calcolo effettuato nel 1998 tiene però conto dei lavori di ristrutturazione che abbiamo effettuato per una spesa di oltre 400 milioni delle vecchie lire. L’affitto contenuto dunque è una sorta di compensazione per il grosso investimento fatto sulla manutenzione di un immobile che resta appunto di proprietà del Comune».
Lo scorso anno, i gestori del Pappafico sono entrati nella lista dei morosi. «In realtà abbiamo chiesto al Comune una dilazione del pagamento dell’affitto – dice ancora Fabienne Franchi – Questo perché a causa dei lavori delle paratie la stagione estiva è stata completamente compromessa. Gli incassi sono stati drasticamente ridotti e questo naturalmente ci ha comportato grossi problemi, come agli altri esercenti di viale Geno. Per il 2011 la situazione sembra decisamente migliore e speriamo di poter lavorare bene».
Anna Campaniello

Nella foto:
Cronisti e operatori di “Corriere di Como” ed Etv ieri mattina davanti alle case comunali di via Anzani (foto Mv)

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