Case comunali, uno scempio senza fine. Servono interventi su 610 appartamenti

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Vivere nel degrado
«Qui non viene eseguita manutenzione dai tempi del sindaco Botta»

Sopravvivere con dignità. È questo l’imperativo. Non sempre però si tratta di un’impresa facile, specialmente per gli inquilini di alcune delle case popolari del Comune. Molti alloggi sono infatti in condizioni al limite della decenza. Chi ci vive, spesso da decenni, si arrangia come meglio può. I piccoli lavoretti di manutenzione, il taglio dell’erba – che altrimenti crescerebbe incolta

fagocitando ogni cosa – e banali ritocchi alla struttura vengono eseguiti dagli abitanti stessi.
«Qui non vengono eseguite opere di manutenzione dai tempi del sindaco Botta», dicono alcuni condomini di via San Bernardino da Siena.
Retroguardia tra le più degradate nel plotone delle case popolari cittadine. E lo spettacolo che si presenta dinanzi agli occhi ha veramente dell’incredibile. Muri scrostati, vetri rotti, contatori dell’elettricità penzolanti e appartamenti murati. Questo è il benvenuto. «Spesso qui si sono installati degli abusivi – dice Giuliano Frittoli , da più di 20 anni residente in via San Bernardino da Siena – E una volta sgomberati vengono poi chiusi ermeticamente». Basta osservare i piani alti dal minuscolo giardino interno per vedere come siano almeno 5 gli ingressi o le finestre completamente sbarrati con mattoni e cemento.
Aggirandosi tra i ballatoi, tenuti in ordine dai residenti, non si possono non notare pareti scrostate, infiltrazioni d’acqua e vetri scheggiati. E se dall’alto si rivolge lo sguardo verso il basso, colpisce l’erba altissima nei punti dove i condomini non sono intervenuti.
«È quasi superfluo dire che ci si sente abbandonati – interviene Carmelo Spanò – Un tempo chiamavamo in Comune ma non ci hanno mai dato retta. Quindi ci arrangiamo da soli». In base ai dati più recenti in arrivo dagli uffici competenti di Palazzo Cernezzi, ben 110 alloggi di edilizia pubblica comunale (13%), su circa 860 complessivi, non possono essere assegnati perché necessitano di interventi radicali di ristrutturazione. Quasi 500 hanno invece bisogno di interventi ordinari. E le condizioni peggiorano ancora di più all’interno degli appartamenti.
«Ho infiltrazioni in bagno. Vorrei cambiare il lavello perché non funziona ma non posso. Spesso il riscaldamento non parte. Insomma è veramente dura andare avanti», racconta Gianni mentre mostra il suo appartamento. Qui, in media, si spendono circa 1.000 euro all’anno di affitto. Prezzi non certo elevati ma la situazione in cui si vive è veramente al limite. Scendendo le scale, prima di uscire non si possono non notare i corrimano completamente arrugginiti e il portoncino di ingresso senza parte della vetrata. «È così da anni», ci dicono gli abitanti. Tappa successiva gli alloggi di via Cosenz 4. Altra realtà con evidenti problematiche. Appena varcato l’ingresso dello stabile i primi guai. A partire da alcune crepe nel cortile fino a dei tubi sporgenti. «Hanno riparato il tetto con silicone da bagno – dice Sergio Cavallari, residente da oltre 20 anni – In passato più volte sono cadute delle tegole. L’ultimo intervento dei vigili del fuoco risale a venerdì». Ma è nel solaio che compaiono i dettagli più inquietanti. In un angolo sono accatastati scarti di ogni tipo e poco sopra le teste penzolano dei cavi elettrici che non conferiscono certo un’immagine di sicurezza. «Purtroppo di lavori qui, nel corso degli anni ne sono stati fatti veramente pochi – dice Cavallari – Non è semplice vivere in queste condizioni».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Infiltrazioni sulla facciata di uno stabile in via San Bernardino da Siena

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