Casinò di Campione d’Italia: l’udienza di oggi slitta di due settimane

Casinò Campione d'Italia

Slitta di due settimane l’udienza – prevista per oggi pomeriggio in Tribunale a Como – in cui la società di gestione del Casinò di Campione d’Italia avrebbe dovuto discutere le proposte per il piano di concordato, via scelta per cercare di salvare la casa da gioco dal fallimento chiesto dalla Procura di Como. La nuova data fissata in calendario, come comunicato dal presidente del tribunale Ambrogio Ceron, è il 17 maggio, sempre al pomeriggio.
Il motivo è da ricercare in un «sopravvenuto impedimento» di una delle parti che avrebbero dovuto sedersi al tavolo.
A decidere in merito al piano saranno lo stesso giudice Ceron, il giudice relatore Marco Mancini e il giudice a latere Annamaria Gigli. Il piano è in gran parte noto. La riapertura, che sarebbe stata prevista per settembre, in realtà dovrebbe slittare verso la fine dell’anno. Il Casinò ripartirà con 170 dipendenti, che dovrebbero diventare 270 entro il 2026.
Prevista una drastica riduzione dei soldi girati al Comune di Campione d’Italia per la nota convenzione tra gli enti: la cifra – nei cinque anni – sarà di 7 milioni in progressione dai 500mila euro del primo anno, contro i 105 milioni di euro nei cinque anni precedenti alla chiusura del 2017 (con punte annue che toccarono i 34 milioni di euro). Il costo complessivo degli oneri per i lavoratori scenderà dai 50 milioni di euro del 2017 ai previsti 11 milioni. Sul piano dei ricavi la società di gestione ha previsto, nei cinque anni del piano, entrate per 106 milioni di euro contro i 95 milioni incassati nel solo 2017.
Insomma, una importante e pesante riduzione di costi che dovrebbe consentire, secondo quanto preventivato, di pagare il 100% dei creditori privilegiati e circa il 60% dei chirografari. Questo è almeno quello che sarebbe stato previsto nel piano. Alcuni dubbi però rimangono e solo legati alla riapertura del Casinò – anche in merito a quanto accadrà con la pandemia – e alla quota di mercato che Campione d’Italia potrà riconquistare vista la vicina concorrenza svizzera.
«L’auspicio dell’amministrazione comunale è di un riavvio del Casinò – dice Roberto Canesi, sindaco di Campione d’Italia – La casa da gioco vuol dire occupazione per il paese e il riavvio di tante attività sinergiche anche per la provincia di Como. Il concordato prevede la riassunzione di circa 170 persone con un piano rigoroso e cauto che certamente si discosterà dalla situazione precedente. In primo luogo perché il costo del lavoro scenderà da circa 50 a 11,5 milioni di euro, una riduzione dei costi enorme». «A questi minori costi corrisponderà una situazione completamente diversa per il Comune – prosegue in sindaco – L’amministrazione non sarà più dipendente come era prima dalla casa da gioco perché in sé riuscirà a breve a essere autosufficiente nelle spese correnti e utilizzerà i fondi del Casinò, sicuramente molto inferiori al passato, per investimenti sul territorio. Non ci sarà più la necessità di dover ricevere dalla casa da gioco somme che prima erano eccessive. In paese c’è una grande aspettativa. Due anni sono tanti e ci sono situazioni drammatiche».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.