Caos serie C, l’incertezza regna sovrana. Fase di polemiche, dubbi e confusione

Monza-Como 11 foto Buzzi

È una fase di interrogativi e di incertezze per la serie C, in cui oggettivamente è difficile capire sorte e prospettive del campionato in cui ha militato il Como nell’ultima stagione.
Il consiglio della Federazione di pochi giorni fa ha sparigliato le carte. La Lega Pro, con il suo presidente Francesco Ghirelli, si è presentata alla riunione con la richiesta – approvata dall’assemblea dei club – di dichiarare chiuso il campionato 2019-2020 principalmente per ragioni di sostenibilità economica e anche per l’estremamente difficile praticabilità del protocollo sanitario da rispettare per far ripartire il calcio tricolore.
Ma dal consiglio federale è arrivato un secco «no». Il messaggio del numero uno Gabriele Gravina è stato perentorio: «Serie A, B e C devono ripartire». Il torneo di serie D, al pari di tutti i campionati dilettanti è stato chiuso, con la promozione delle prime in classifica (che andrà comunque ratificata dalla Figc). Un beneficio che dovrebbe riguardare anche l’Acf Como femminile, in testa in serie C e destinata a disputare il prossimo torneo di B.
Ma il problema in questo momento riguarda la serie C, per ragioni politiche e, più concrete. Sicuramente pesa la sfiducia che di fatta è arrivata nei confronti di un movimento la cui richiesta non è stata accolta. L’interrogativo è su come chiudere il campionato, con squadre che addirittura hanno già cominciato a congedare i loro giocatori, come ad esempio il Piacenza, che ha tra l’altro sancito la separazione dal comasco Luca Cattaneo, giocatore talentuoso che molti tifosi lariani vorrebbero vedere con la maglia azzurra. C’è invece chi non ha nascosto la soddisfazione per la possibilità di giocarsi le possibilità di promozione in B. Sono quelle società che alle spalle delle prime tre dei gironi (Lanerossi Vicenza, Monza e Reggina) erano in lotta per le posizioni di vertice della classifica.
E, quando regna una situazione di incertezza, si sentono pareri di tutti i tipi. Da chi propone di giocare i turni che mancano, a chi dice di passare direttamente ai playoff congelando la classifica che era maturata. E anche sui playoff ci si divide: ammettere le formazioni dal secondo al decimo posto o organizzarne di più ristretti?
Una confusione che va a legarsi a una proposta generale di riforma dei campionati. Per la Figc e il suo presidente Gravina 100 squadre professionistiche (quelle attuali) sono troppe. L’idea sarebbe di fare serie A, B e C ognuna con 20 squadre e poi creare una sorta di C2 con 40 club con ispirazione semiprofessionistica. Ma anche in questo caso si sta già discutendo sui criteri di ammissione alla eventuale C d’elite. Devono contare classifiche o tradizione, stadi e bacini d’utenza?
Tra i dati sicuri, i nomi delle squadre promosse dalla D, ufficializzati dalla Lega di categoria, con la cristallizzazione delle classifiche. La proposta, come detto, andrà ratificata dalla Figc, ma i tifosi dei club beneficiati stanno già esultando. Festa, dunque, per Bitonto, Campodarsego, Grosseto, Lucchese, Mantova, Matelica, Palermo, Pro Sesto e Turris. Due le lombarde, che con il Como hanno già dato vita ad infuocati derby, Pro Sesto e Mantova. Il Campodarsego ha alla guida l’ex azzurro Antonio Andreucci, mentre il Bitonto era primo nel suo girone con un punto di vantaggio sul Foggia dell’altro ex lariano Ninni Corda.

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