Casinò di Campione, il sindaco: «Obiettivo riapertura entro il 15 dicembre»

il Casinò di Campione d'Italia

I tavoli da gioco, impolverati dal lungo inutilizzo, sono al loro posto. Su alcuni compaiono, allineate, le fiches colorate. A una prima occhiata tutto sembrerebbe pronto per i futuri clienti del Casinò di Campione.
Per loro le porte dalla casa da gioco, fallita ormai nel luglio 2018 e passata da allora attraverso complesse vicende giuridiche, potrebbero riaprire a metà dicembre.

«Lo sforzo in atto e i lavori in corso puntano a riaccendere le luci in sala per metà dicembre – spiega il sindaco di Campione d’Italia, Roberto Canesi – Stiamo lavorando per centrare l’obiettivo e poter essere operativi prima di Natale». Si lavora dunque su tutti i fronti nonostante gravi ancora l’incognita – sebbene non dovrebbero esserci brutte sorprese – legata al 2 novembre, giorno in cui ci sarà l’omologa del concordato, dopodiché il Casinò potrà riaprire.

«All’interno della struttura bisognerà solo fare alcuni controlli e interventi sugli impianti che saranno eseguiti prossimamente. Andranno poi ricollocate alcune macchinette che erano state portate via. L’edificio nel complesso è in ottime condizioni», dice il sindaco. Uno dei fronti caldi riguarda poi il ricollocamento del personale. La chiusura aveva infatti portato al licenziamento collettivo dei 482 dipendenti, oltre alla perdita del lavoro per altre centinaia di persone legate all’indotto. Adesso nel nuovo casinò ci sarà posto per 174 addetti. Nei mesi scorsi agli ex dipendenti era stato chiesto di firmare una lettere, se interessati, per esprimere la volontà di essere presi in considerazione per – sussistendo le condizioni – tornare al lavoro. Da allora però i sindacati hanno fatto sapere come non ci sia stata più alcuna evoluzione.

«In effetti siamo allarmati – spiega Vincenzo Falanga Uil Fpl del Lario – Anche perché il tempo scorre rapido. Insieme agli altri sindacati abbiamo dunque deciso, già domani, di inviare al Comune di Campione una lettera di sollecito per capire le intenzioni». Una situazione confermata anche da Nunzio Praticò, segretario della Cisl funzione pubblica dei Laghi. «Siamo in attesa di un cenno – spiega Praticò – la riapertura sarà un’operazione sicuramente molto complessa e vorremmo essere sempre aggiornati per poter ragionare insieme, accomunati dall’obiettivo di arrivare infine alla riapertura», dice Praticò. Sul fronte del personale è sempre il sindaco a spiegare come «una società esterna, già selezionata e all’opera, è stata incaricata del compito. Provvederà a a selezionare le figure professionali di cui il nuovo casinò avrà bisogno. Si tratta di una procedura che sta per partire. L’obiettivo è essere pronti entro settembre».

Infine, nei prossimi giorni, l’amministrazione comunale, in qualità di socio unico del Casinò «procederà con la pubblicazione di un bando per selezionare i componenti del nuovo consiglio di amministrazione della casa da gioco», spiega il sindaco Canesi, che evidenzia la volontà di modificare la soluzione preesistente, quando operava Marco Ambrosini in qualità di amministratore unico. «Il nuovo cda sarà presumibilmente composto da tre persone che verranno selezionate in base alle capacità professionali. Anche in questo caso settembre sarà il mese decisivo».

Ulteriore passaggio, la ricerca di eventuali soci finanziatori privati che potranno, una volta entrati, avere un posto nel cda. E sul nuovo assetto interviene lo stesso Ambrosini. «Da parte mia c’è sicuramente la disponibilità, se risponderò ai requisiti previsti e in base alla valutazione del Comune, di far parte del cda. L’intento è di dare ancora, se serve, il mio contributo», spiega Marco Ambrosini. Infine una preoccupazione viene espressa da Massimo D’amico, presidente dell’Associazione operatori economici di Campione d’Italia. «L’obiettivo comune è far rivivere la casa da gioco – spiega D’amico – Sarà però necessario inquadrare questa riapertura in un piano a più ampio raggio. Un piano che si occupi anche della rinascita del paese. La nostra è una comunità che dopo la chiusura si è spenta. Negozi chiusi, case vuote, posti di lavoro in fumo. Un tessuto sociale azzerato. Bisogna lavorare anche su questo, altrimenti la casa da gioco sarà una cattedrale nel deserto».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.