Casinò di Campione. L’attesa in silenzio della Procura: bocche cucite in largo Spallino

Como, Tribunale Palazzo di Giustizia

La svolta nel caso del fallimento del Casinò di Campione d’Italia è arrivata inattesa a Palazzo di Giustizia a Como.
La reazione prevalente, al momento, è il silenzio. Nessun commento ufficiale sulla decisione della Corte d’Appello civile di Milano, né sui possibili scenari che la sentenza ha aperto.
Il collegio giudicante milanese contesta di fatto la procedura seguita dal Tribunale di Como.
La Procura potrebbe ora presentare un ricorso in Cassazione contro la sentenza, ma al sesto piano di largo Spallino non sembra che ci sia questa volontà. Il tempo massimo per avanzare un’eventuale contestazione è di trenta giorni e, almeno per il momento, non è trapelato nulla sulle valutazioni dei magistrati lariani su questa ipotesi.
La Procura rimarrà probabilmente a guardare l’evolversi degli eventi. La sentenza della Corte d’Appello civile conferma la “fallibilità” del casinò di Campione d’Italia. L’iter seguito dalla Procura quindi di fatto esce indenne dal vaglio dell’analisi del giudice milanese.
Sembra tuttavia prospettarsi una semplice attesa per valutare come si muoveranno gli altri protagonisti.
L’iter che ha portato alla sentenza di fallimento era stato avviato da un esposto dello stesso ex sindaco, Roberto Salmoiraghi, che oggi esulta per la cancellazione di quella sentenza.
La Procura sembra quindi aspettare al varco. Se non fossero presentati ricorsi, tra qualche settimana si riparlerà di piani di risanamento e proposte di concordato. E, magari, pure di un nuovo fallimento.

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