Casinò, licenziati tutti i dipendenti. Slitta il ricorso in Corte d’Appello

Il Casinò di Campione d'Italia

I dipendenti del Casinò di Campione sono stati licenziati. Le lettere della curatela fallimentare sono arrivate ieri. E i curatori – Elisabetta Brugnoni, Sandro Litigio e Giulia Pusterla hanno ricordato come la procedura di licenziamento collettivo fosse stata avviata già lo scorso 24 settembre. Dopo una fase di consultazione, conclusa l’8 novembre con un verbale di mancato accordo davanti ai funzionari della Regione, le possibilità che i quasi 500 lavoratori del Casinò potessero in qualche modo mantenere il proprio impiego erano ormai pochissime, praticamente nulle. La lettera di ieri mattina era quindi attesa e non è stata una sorpresa.
Il licenziamento avrà effetto dal 31 dicembre prossimo. Intervistato da Etv, il segretario dello Snals Angelo Cassani non ha nascosto il suo rammarico. «Avevamo chiesto di evitare queste lettere, in attesa dell’esito del ricorso e degli sviluppi del decreto fiscale, e anche a fronte dell’impegno del governo per la riapertura del Casinò. Le nostre richieste, però, non sono state accolte. È diverso sedersi attorno a un tavolo e trattare per andare verso la riapertura con un perimetro aziendale saldo invece che con oltre 480 persone licenziate».
Udienza rinviata
Il ricorso cui fa riferimento Cassani è quello in sede civile contro il fallimento della società di gestione del Casinò discusso ieri in prima istanza davanti alla Corte d’Appello di Milano. I reclami sono stati presentati da Comune, Casa da gioco e Banca Popolare di Sondrio (uno dei due maggiori creditori). I giudici hanno dato tempo alle parti sino al 31 dicembre per presentare le rispettive memorie, e al 9 gennaio 2019 per le controdeduzioni e osservazioni a quelle altrui. La prossima udienza è stata invece fissata al 17 gennaio.
Decreto fiscale
Sempre ieri, la Camera dei Deputati ha approvato con la fiducia il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio. Il testo contiene anche due norme relative a Campione d’Italia. La prima è una sorta di sconto fiscale per i cittadini e le imprese dell’enclave, che avranno una riduzione del 30% delle imposte. Una misura che, a detta del sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci dovrebbe interessare una platea di almeno 1.500 persone.
La seconda è la nomina di un commissario straordinario ad hoc che avrà il compito di trovare le soluzioni per riaprire il Casinò. Una nomina che spetterà a Matteo Salvini «di concerto» con i ministri dell’Economia e del Lavoro. Il Viminale avrà 30 giorni di tempo per indicare il nome del commissario.

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