Casinò, il 31dicembre effettivi i licenziamenti. I 469 dipendenti sperano nella legge di bilancio

La protesta dei dipendenti del Casinò di Campione d'Italia

Mancano solo 4 giorni al 31 dicembre. Una data che per i più è sinonimo di veglione e festeggiamenti per la fine dell’anno. Ma che a Campione d’Italia riveste un significato ben diverso.
Ha infatti un sapore amaro così come il Natale appena trascorso. Proprio il 31 dicembre infatti saranno effettivi i licenziamenti per i dipendenti della casa da gioco. Le lettere di fine rapporto sono già arrivate nelle case dei 469 lavoratori che da fine anno perderanno il posto. Proprio mentre in queste ore il Governo sta varando la legge di bilancio che prevede interventi per il casinò. Un destino dunque beffardo sul quale ieri mattina, in piazza Maestri campionesi, dove da mesi è stato installato un presidio fisso dei lavoratori, i sindacati hanno voluto fare il punto della situazione. Ancor più necessaria, come detto, alla luce di quanto contenuto nella legge di bilancio in fase di approvazione. «Il Governo si è mosso prevedendo la nomina entro 30 giorni di un commissario straordinario che nei successivi 45 giorni dovrà elaborare un piano per la riapertura della casa da gioco – dice Matteo Guanziroli, segreteria Uilcom rsu – Dunque la consapevolezza che il punto di ripartenza debba essere la riapertura del casinò c’è ed è chiara. Purtroppo sono i tempi diversi a creare un buco nero pauroso. Il 31 dicembre i licenziamenti saranno effettivi e questo è un dato di fatto. E nel frattempo le situazioni di reale indigenza iniziano a moltiplicarsi». Le speranze di una riapertura della casa da gioco derivano anche dal fatto che «l’emendamento su Campione consentirebbe al commissario di riaprire la casa da gioco affidando la gestione a una società interamente partecipata con capitale pubblico senza dover cercare soci privati e senza dover indire una gara. Tutti fattori che allungherebbero i tempi. Per i 469 dipendenti è un vero salto nel buio. Si è lavorato in questi mesi per mantenere il perimetro aziendale ma inutilmente – dice il segretario dello Snals Angelo Cassani – Abbiamo insistito fino in fondo con la curatela dicendo che il Governo si stava muovendo, ma inutilmente». E regna incertezza anche sulle liquidazioni e sulle altre spettanze di fine rapporto. «Non ovviamente sul fatto che spettino ai dipendenti quanto sulla tempistica – spiega Matteo Mandressi della Cgil – Le liquidazioni e il mancato preavviso saranno infatti legati alle procedure fallimentari. I lavoratori attraverso l’ufficio vertenze si dovranno inserire come creditori privilegiati per avere quanto di diritto. Bisognerà capire i tempi. Per quanto invece riguarda la nomina del commissario non è un passo sufficiente. Noi dobbiamo avere un tavolo di confronto. Dove oltre a un’ipotesi di riapertura che deve diventare concreta si tratti anche sulle condizioni dei lavoratori che devono essere riassorbiti. Continueremo con il presidio e con manifestazioni. Abbiamo una prospettiva ma non abbiamo certezze». Sottolineata anche la mancanza di ammortizzatori sociali per oltre duecento lavoratori e la necessità di ottenere l’accesso al Fis (il fondo integrazione salariale, precluso di norma alle società fallite). Intanto, mentre la situazione sociale diventa allarmante, con diverse famiglie che «vivono grazie alla solidarietà spontanea – dice Paolo Bortoluzzi, Slc Cgil – di cittadini e associazioni», cresce il conteggio dei mancati guadagni dalla chiusura: più di 30miloni di euro, come recita un cartello affisso all’ombra del casinò.

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