Caso Aiello, improvvisa accelerata. Trasferimento a Cantù più vicino

altDivise e polemiche
Avviato l’iter burocratico. Ma sui tempi è ancora mistero

(e.c.) Coincidenza o meno, il sinistro addensarsi di nuvole nere sul Comando della polizia locale ha dato una (mezza) accelerata al possibile trasferimento di Vincenzo Aiello al Comando della polizia locale di Cantù. Dopo 10 giorni di impasse assoluta, infatti, ieri si è appreso che l’ufficio del Personale, insieme con la segreteria generale, avrebbero avviato le procedure per permettere il doppio scambio tra l’attuale comandante della Città del Mobile, Marco Baffa, e, appunto, l’ex vicecomandante

del capoluogo.
Tecnicamente, però, se è corretto dire che – almeno in parte – l’addio alla caserma di viale Innocenzo, per Aiello, si è fatto un po’ più vicino, azzardare con precisione quando questo passaggio sarà realtà è ancora piuttosto difficile.
Da un punto di vista tecnico, infatti, l’avvio della procedura di mobilità prevede un massimo di 30 giorni per una conclusione a tutti gli effetti della vicenda. Tanti, tantissimi, soprattutto alla luce delle 48 ore impiegate dall’amministrazione comunale di Cantù per eseguire la stessa, identica azione. Nella Città del Mobile, infatti, il comandante Baffa ha chiesto la procedura di mobilità il 5 marzo scorso. E il responso (positivo, peraltro) è arrivato già il 7 marzo successivo.
A Como – quasi, beffardamente, per proseguire sulla linea del pasticcio che ha segnato tutta la vicenda – si profila un percorso decisamente più accidentato. Questo perché l’iter per arrivare al possibile via libera ad Aiello si incrocia con almeno due fattori di peso. Il primo riguarda la concomitante procedura di mobilità per arrivare alla selezione – tramite analisi dei curricula e colloqui personali – del nuovo comandante dei vigili. Un cammino parallelo ingombrante che, in qualche modo, potrebbe “guidare” i tempi anche dell’addio ad Aiello.
In secondo luogo – ma qui bisogna addentrarsi nella selva oscura dei rumors di Palazzo Cernezzi – non è ancora emerso in maniera chiara l’orientamento vero della giunta (peraltro non vincolante) sul doppio scambio Como-Cantù. Anzi, a dire il vero, nei giorni scorsi è sembrato emergere un certo scetticismo sull’ipotesi. Da un lato, a causa dell’oggettiva figuraccia rappresentata dall’addio del più alto ufficiale in grado al Comando di viale Innocenzo, nato – per di più – non certo per pura aspirazione personale di Aiello, ma in seguito alla pessima gestione della successione a Vincenzo Graziani.
In secondo luogo, in Comune non mancano i dubbi sullo scambio in se stesso. D’altronde, soltanto pochi giorni fa, la stessa Gisella Introzzi (assessore al Personale) aveva dichiarato che il trasferimento di Aiello non sarebbe stato una «cosa automatica» ma sarebbe eventualmente giunto dopo un’approfondita analisi del profilo del successore e di eventuali altre questioni «ostative». Quali, a dire il vero, non è mai stato specificato. Ma l’intenzione di rallentare l’operazione è apparso comunque piuttosto evidente. Ora, però, con l’avvio dell’iter formale, il passo di addio dell’ex vicecomandante di Como sembra più vicino. Forse anche perché in Comune molti sanno che ulteriori stop avrebbero potuto innescare contenziosi pesanti e clamorosi.

Nella foto:
Vincenzo Aiello

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