Caso Capellato, Molteni scrive al ministro Cancellieri

altInterrogazione del deputato della Lega Nord

(a.cam.) Il caso degli arresti domiciliari concessi a Emanuel Capellato, il 37enne condannato in due gradi di giudizio all’ergastolo per l’omicidio di Antonio Di Giacomo, finisce sul tavolo del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Il parlamentare comasco della Lega Nord, Nicola Molteni, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta chiedendo che sia fatta chiarezza sulla vicenda.
L’omicidio di Antonio Di Giacomo, imprenditore lecchese padre di tre figli, risale al mese

di ottobre del 2009. L’uomo è stato ucciso con due colpi di pistola. Il delitto è avvenuto a Como, in via Cinque Giornate, nell’appartamento di Capellato.
I giudici di Como (prima) e di Milano (poi) hanno condannato all’ergastolo Emanuel Capellato e Leonardo Panarisi, 55 anni. Il terzo e ultimo grado di giudizio, quello della Corte di Cassazione, è fissato per la fine del mese di ottobre.
Alcuni mesi fa, al 37enne sono stati concessi gli arresti domiciliari.
«Le condizioni di salute di Capellato sono state giudicate incompatibili con la detenzione in cella – scrive Molteni – Tuttavia, l’uomo da casa trova il tempo di aggiornare il proprio profilo Facebook, pubblicando foto, immagini di vita familiare, condivisioni da altri gruppi Facebook e “taggando” i luoghi che frequenta o che frequentano i suoi amici».
Il parlamentare lariano della Lega contesta direttamente il caso. «Queste situazioni – scrive Nicola Molteni – non solo mettono a rischio il principio di certezza della pena, ma veicolano un messaggio di sostanziale impunità per chi si macchia di gravi reati, senza nessun rispetto per i familiari della vittima».
Nicola Molteni chiede un intervento governativo. «Chiedo se il governo sia a conoscenza della vicenda, riportata anche dalla stampa – conclude il parlamentare del Carroccio – e quali interventi e iniziative intenda adottare, in particolare per verificare l’opportunità della decisione presa dal Tribunale di sorveglianza».

Nella foto:
Il profilo Facebook di Capellato, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio di Antonio Di Giacomo

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