Caso skateboard, duello a distanza tra linea dura e dialogo con i giovani

Allo studio incontri con le scuole per promuovere la legalità
Polemica a distanza sul caso dello skater minorenne che sarebbe stato strattonato da un vigile della polizia locale di Como dopo un controllo. L’ex assessore alla Cultura di Como Sergio Gaddi ha postato un commento sulla propria pagina Facebook chiedendo la linea dura contro i giovani che usano le tavolette dotate di ruote fuori dagli spazi consentiti. Da parte sua l’assessore alla Sicurezza della attuale giunta Lucini, Marcello Iantorno, cui il sindaco Mario Lucini ha delegato l’incarico di
seguire la vicenda, ribadisce che il Comune intende affrontare il caso «senza paternalismi», chiedendo ai ragazzi il rispetto delle regole ma dando anche ascolto alle loro istanze.
La polizia locale intanto ha aperto una indagine interna per appurare quanto avvenuto venerdì scorso, intorno alle 13, nel tratto di lungolago che da piazza Cavour conduce a piazza Sant’Agostino. Dove un ragazzo minorenne, che che stava tornando a casa dopo la fine delle lezioni e percorreva la via degli autobus sul suo skateboard, ha raccontato di essere stato strattonato da un vigile dopo un controllo. La certezza è che il giovane su quella via non poteva procedere.
«Si parla di sospensione per il vigile, ma bisognava dargli una medaglia» dice al telefono Gaddi. Che su Facebook ha postato il seguente messaggio. «Una medaglia bisognava dargli! Siamo alla follia, prima si legano le mani a polizia e carabinieri, poi ci si lamenta della sicurezza e dei vandalismi».
Gaddi non ha mancato di tornare su un suo vecchio cavallo di battaglia, la lotta agli skaters ai giardinetti di largo Spallino. «Quante volte sono intervenuto (risolvendo a mio modo, senza chiamare i vigili) – dice su Facebook – contro alcuni imbecilli che continuavano a saltare sugli skate anche durante le inaugurazioni delle mostre a San Francesco con la gente dentro che non poteva sentire per il loro rumore?». E per finire, un’espressione colorita che non ha mancato di sollevare critiche, nelle decine di commenti che sono seguiti a questo post di Gaddi sul social network: «La tavoletta bisogna spaccargliela sulle corna, altro che “scusi se la disturbo signor giovane, potrebbe smetterla di dare fastidio alla cerimonia?”».
Iantorno invita da parte sua a calmare i toni e a far tesoro dell’esperienza. L’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, diritti e trasparenza dell’attuale giunta Lucini, sottolinea: «Nel caso specifico abbiamo un dialogo aperto con il ragazzo, utile e interessante. Abbiamo dato la disponibilità piena a incontrare già la settimana prossima lui e la sua famiglia, anche con il comandante della polizia locale, e a incontrare insieme a lui tutti i giovani di Como per avviare, anche con l’aiuto di personale specializzato, un’azione di promozione capillare della sicurezza stradale».
«Il dialogo è la parola chiave – prosegue Iantorno – Certo, in presenza di comportamenti inopportuni è necessario essere fermi, ma l’obiettivo finale è e rimane il dialogo, il confronto. Occorre seminare per prevenire. Del resto tutti siamo stati giovani, e spesso abbiamo tenuto comportamenti inopportuni e inappropriati. Ai miei tempi non c’erano gli skateboard ma gli schettini e il monopattino sì, e qualche volta ci è capitato di renderci protagonisti di azioni al limite del codice. Ma ora da adulti abbiamo il dovere di dare il buon esempio e indicare ai giovani i comportamenti corretti da tenere. Spero che potremo partire a tenere incontri con i giovani sulla legalità, la sicurezza e il codice della strada proprio dalla scuola frequentata dal giovane in questione. Fermo restando che lo skateboard va evitato laddove è inopportuno e inappropriato, e lo dico in primis nell’interesse dei giovani, per l’incolumità degli stessi ragazzi. Sia chiaro – conclude – io sono contrario agli atteggiamenti paternalistici: ai giovani vanno chiesti comportamenti adeguati, ma le regole da rispettare vanno loro spiegate con calma e con il dialogo, senza farle calare dall’alto, in modo sanzionatorio. Cercando di recepire le loro istanze».
Avremo quindi una pista da skateboard in città? «Non è mio compito dirlo – chiude l’assessore Marcello Iantorno – ma va detto che spesso le città non sono accoglienti per i ragazzi, sono prive di luoghi per lo svago e per lo sport. Chissà che il dialogo aperto da questo caso specifico non porti a una riflessione e di qui alla costruzione di qualcosa di concreto, nei prossimi anni?».

Nella foto:
A destra, un giovane skater davanti alla ex chiesa di San Francesco a Como. A sinistra, un’agente della polizia locale di Como. L’assessore alla Sicurezza della giunta Lucini ha in programma incontri con le scuole per promuovere la conoscenza delle regole del codice della strada tra i giovani

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