Cassonetti per gli abiti usati, nuovo bando come il vecchio

palazzo cernezzi

La raccolta dei vestiti usati nei grandi cassonetti gialli continuerà, a Como, almeno per altri 60 giorni. Palazzo Cernezzi ha fatto slittare di due mesi l’ordine di rimozione degli stessi cassonetti inviato alle associazioni che gestiscono la raccolta.
La vicenda era diventata un caso politico dopo la denuncia di Civitas, che ieri ha infatti parlato di una «imbarazzata retromarcia dell’amministrazione» con cui si «contraddice nei fatti quanto affermato dall’assessore Marco Galli in consiglio comunale, ossia che non poteva essere concessa alcuna proroga».
Ma un’altra questione è esplosa nelle ultime ore. Il Comune ha pubblicato il nuovo bando di gara per appaltare il servizio: un testo del tutto identico a quelli andati deserti nelle scorse settimane. Una scelta che ha scatenato ancora le critiche di Civitas e del suo consigliere comunale Bruno Magatti. «Non nascondiamo la nostra grande preoccupazione che ciò sia premessa per nuovi esiti negativi – dice Magatti – Il bando risulta critico perché propone una base d’asta che, secondo i dati a nostra disposizione, non permetterebbe né utili né la copertura dei costi» ai partecipanti. Magatti ricorda poi che il bando riproposto dal Comune di Como «ricorda, nell’aspetto economico, quello di Vasto che è stato definito fuori mercato dalla commissione bicamerale per le Ecomafie».
La replica dell’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi, Marco Galli, è stata netta. «Il bando è rimasto lo stesso perché nei due precedenti non si è potuto procedere per un errore tecnico dei partecipanti – ha detto Galli ai microfoni di Etv – Quindi ripartiamo da lì. La gara si svolgerà entro metà giugno. È previsto un canone annuo di 400 euro per ciascun cassonetto (in totale sono 60, ndr). Una cifra – conclude Galli – è in linea con la media nazionale».

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