Le geometrie variabili a Palazzo. Maggioranza ancora in fibrillazione

palazzo cernezzi

Dopo la commissione sicurezza, anche il regolamento di polizia locale potrebbe stravolgere i fragili equilibri della maggioranza di centrodestra a Como. Mentre all’orizzonte si profila un possibile, clamoroso accordo con il nemico numero uno del sindaco, ovvero Alessandro Rapinese.
Il dato di partenza è lo stesso di sempre: il mal di pancia di Forza Italia, che da quando è fuori dalla giunta non perde occasione per trovare motivi di dissenso dagli alleati.
Il capogruppo azzurro Enrico Cenetiempo ha ribadito più volte che «il regolamento di polizia urbana è un tema su cui tutti, maggioranza e opposizione, devono lavorare assieme». Ma quando è stato il momento di votare pregiudiziali e sospensive, i forzisti si sono schierati con l’opposizione. E soltanto grazie ai voti di Rapinese la discussione sul testo è stata incardinata nei lavori del consiglio. Il punto è che lo stesso Rapinese si dice pronto a votare il regolamento «soltanto se sarà accolto il nostro maxi-emendamento». Mettendo così un’ipoteca politica su tutto il testo. Una forzatura che non può essere gradita fino in fondo. «Se nell’emendamento di Rapinese ci sono cose di buon senso si possono pure valutare – dice Alessandra Locatelli, vicesindaco e deputata della Lega – ma il senso del regolamento non può essere stravolto».
Lo stesso Cenetiempo non si lascia sfuggire l’occasione: «Noi votiamo ogni emendamento che si dimostri utile a snellire un testo troppo lungo – dice – sia che lo presenti Rapinese sia che lo presenti Bruno Magatti o il Pd».
Quella del capogruppo azzurro è «una battaglia per il buon senso», che può sfociare però in qualcosa di inatteso: ad esempio, la formazione in consiglio di maggioranze variabili su singoli punti.
Una cosa è chiara: al momento, il centrodestra non ha sul regolamento di polizia locale i 5 voti di Forza Italia e il voto di Patrizia Maesani, uscita da Fratelli d’Italia e oggi nel gruppo misto. Potrebbe avere i tre voti della Lista Rapinese, a patto però di accettarne il diktat politico. Cosa non facile.

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