C’è gioia dietro visiere e plexiglass: parrucchieri ed estetiste al primo giro

Nei saloni orario prolungato per smaltire liste d'attese

Per molti piccoli imprenditori quella di ieri è stata una vera e propria ripartenza. Stessa emozione di quando si era aperta la prima attività. Preoccupazioni? Anche maggiori. Per estetiste e parrucchieri il 18 maggio è stata una giornata molto particolare. Arrivata dopo una domenica in attesa delle ultime normative dal governo e dalla Regione, da confrontare con gli altri 5 documenti già pubblicati (Protocollo condiviso, Inail, Ordinanza regionale, Circolare Ministero Salute e Rapporto Iss Covid).
Qualche dubbio naturalmente è rimasto, riguardo la temperatura da provare ai clienti (non obbligatoria, ma raccomandata) o il plexiglass alla cassa.
«Non tutti i parrucchieri sono riusciti ad aprire oggi – spiega Elisabetta Maccioni, presidente del settore in Confartigianato Imprese – Abbiamo dovuto imparare un nuovo modo di gestire le persone. Questa mattina (ieri, ndr) c’era una sensazione strana. Poi, dopo un paio di clienti, abbiamo capito che l’incertezza di indossare mascherina e visiera veniva cancellate dalla gioia di tornare a lavorare. Poter riprendere il 18 maggio e non il 1° giugno credo sia stato un successo. Ecco, in simili situazioni, le regole sarebbero dovute arrivare prima, invece sembra che il governo abbia fatto di tutto per metterci ancora in difficoltà. Noi eravamo pronti e siamo partiti, altri aspetteranno qualche giorno per sistemare le ultime cose e procedere alle sanificazioni, ma in tutti c’è voglia di riprendere».
Alla Cna del Lario e della Brianza queste settimane sono state di formazione e di collegamento. Il Gruppo benessere ha cercato di tenersi in contatto costante. Alcuni associati hanno già riaperto, qualcun altro lo farà a brevissimo. Gli unici rimasti fermi al palo al momento sono i tatuatori. Per il loro codice Ateco il lockdown non è ancora finito. Soddisfatta e sorridente la presidente delle estetiste della Cna, Nadia Galli, titolare di un noto centro benessere.
«Abbiamo fatto le ultime sanificazioni e riapriremo martedì – spiega – Cerchiamo di ridare il sorriso a tante nostre clienti, alcune di loro hanno vissuto situazioni molto pesanti. Siamo sempre restati in contatto e ora abbiamo l’agenda degli appuntamenti piena fino alla fine di giugno». Il modo di lavorare per l’estetica è dovuto cambiare ancora.
«Dopo i medici e i dentisti, da sempre l’estetista ha imparato a fare i conti con protocolli sanitari rigidi e precisi – spiega – Le nuove regole non ci spaventano. Abbiamo mascherine, visiere, camici monouso per chi lavora e per le clienti, calzari, cartelloni ovunque. L’ingresso del personale è separato da quello dei clienti. Le stesse clienti non si incontrano mai all’interno del centro. Per questo abbiamo distanziato gli appuntamenti anche a livello temporale. I trattamenti giornalieri per ogni operatore vengono in pratica dimezzati».
Parrucchieri ed estetiste hanno l’obbligo di tenere anche un registro con i clienti. «C’è anche il discorso della privacy. Vanno segnati i dati delle persone e anche chi si dovesse rifiutare di farsi misurare la temperatura – conclude Nadia Galli – Noi avvisiamo delle regole prima dell’arrivo al centro. Così tutto è più semplice».

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