Da due mesi acque del Lario sotto il livello medio stagionale

Il livello delle acque del lago

Acque del Lario al di sotto della media stagionale da due mesi.

È dal 21 giugno scorso, infatti, che il livello del Lago di Como è più basso del valore medio registrato in questo periodo negli ultimi decenni.
Oggi il Lario era a quota 2,7 centimetri sopra lo zero idrometrico, contro un valore medio pari a 47,5 centimetri: 45 in meno rispetto a quanto dovrebbe essere a metà agosto.
Il divario tra l’andamento storico del livello del lago e quello rilevato negli ultimi sessanta giorni si è acuito alla fine di luglio (il 30 luglio la differenza era di ben 75 centimetri), quando il Lario si è avvicinato allo zero idrometrico, valore dal quale non è più risalito, salvo lievi scostamenti.


Al momento non sono previsti incrementi significativi, visto che alle 15 di oggi entravano nel lago 124,2 metri cubi di acqua al secondo, con un deflusso in sostanza identico (129,4 metri cubi): tanta acqua entrava, altrettanta usciva.
La percentuale di riempimento del bacino del lago, rispetto ai limiti di regolazione delle acque, è pari al 25,3%.
Nei prossimi giorni non è prevista pioggia: soltanto nel weekend sono attesi temporali. Il livello del Lario dipenderà dunque soltanto dalle politiche seguite dal Consorzio dell’Adda, l’ente regolatore che gestisce la diga di Olginate, sul ramo lecchese del Lario, sulla base del fabbisogno d’acqua dei consorzi idrici e delle centrali elettriche presenti lungo il percorso dell’Adda.
Nei giorni scorsi Luigi Lusardi, presidente dell’Autorità di Bacino del Lario e dei laghi minori, aveva sottolineato che «uno dei punti cardine è che il livello delle acque non può assolutamente andare sotto lo zero idrometrico».
Una soglia vincolante per due aspetti, il primo legato alla conservazione del patrimonio ittico del Lario, l’altro ai danni che le acque troppo basse possono arrecare alle infrastrutture, in particolare ai muri di sostegno e ai moli, strutture spesso antiche e delicate.

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