C’è la crisi, tutti a vendere i libri usati

Le strategie per risparmiare
Genitori e studenti in coda per ore davanti al negozio di via Giulini
Basta passare una mattina in via Giulini a Como per assistere a una scena da apertura dei saldi in via Montenapoleone, con una fila di persone davanti ai negozi. Se si guarda bene però si nota che quelli in fila, magari da ore, sono genitori e figli con zaini, sacchetti e addirittura valigie in cui vengono stipati libri usati, portati alla libreria “Libraccio” nella speranza di recuperare qualche decina di euro.
Un’istantanea estiva ormai familiare ai tanti che da Como e dintorni arrivano, sopportando attese spesso
di ore, nelle giornate di compravendita a pieno regime. In tempo di crisi, ascoltando le persone in coda, emerge la strategia per tutelare i bilanci familiari riguardo al materiale scolastico.
«Mi è stata presentata la lista dei libri dell’anno prossimo per mio figlio che è appena uscito dalla terza media – racconta Alda Ghetti – 300 euro totali. Adesso sto cercando di rivendere i testi vecchi per tentare di salvare qualcosa. Il punto è che di anno in anno le edizioni di molti libri vengono cambiate e non sono più valide. Per fortuna ho un solo figlio. Penso a chi ne ha due, tre. Significa spendere tantissimo, soprattutto in un periodo come questo».
Ma quanto si può ricavare dalla vendita dell’usato? «Ho libri che ho utilizzato in due anni di scuola. Sinceramente non mi aspetto di ottenere più di 50 euro, un pieno della macchina, alla fine – racconta Luca Bernaschina – Però se devo essere sincero mi piacerebbe che molte più librerie accettassero i testi usati, la concorrenza aiuterebbe chi deve vendere». Nella stessa situazione di Luca è Martina Romeo che mostra uno zaino e un trolley da viaggio, pieni di volumi.
«Oggi non c’è molta gente. Ma a giugno e ad agosto qui le persone stanno per ore, per poi tornare a casa con poco. Non so quanto posso ricevere in cambio per tutto quello che mi sono portata dietro».
Dalle voci delle persone in fila emerge un quadro abbastanza definito, che viene in parte confermato da Susanna Franza, responsabile amministrativo della catena “Libraccio” per Como e Varese.
«Ovviamente con la crisi sono tante le persone che tendono a essere più caute puntando sull’usato sia da rivendere sia da acquistare. Però la stagione di compravendita è appena iniziata e non possiamo fare ancora un bilancio».
Compravendita di testi che anche altri vorrebbero più ampia e libera, come fa notare Francisco Torres, genitore di origine argentina ma oggi italiano di passaporto.
«Non è possibile che i libri non possano essere passati da classe a classe. Gli studenti dovrebbero essere in grado di vendere i loro libri ai ragazzi delle classi precedenti. In secondo luogo, dovrebbero esserci più punti come il “Libraccio” per permettere di capire quale è il prezzo migliore. In questo momento non ci sono alternative e io con i soldi che metto insieme oggi non posso che darli ai miei figli per un gelato, non credo ci si possa aspettare molto di più. Sarebbe bello che il Comune di Como organizzasse dei mercatini liberi per i libri scolastici dove si possa anche trattare sul prezzo».

Matteo Congregalli

Nella foto:
Studenti e genitori in coda davanti al “Libraccio” di via Giulini a Como per vendere i testi usati (Mv)

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