C’è tanta voglia di autonomia al Nord. E Cantù propone una “microregione”

altLe Indipendenze
Avviato l’iter per Como-Lecco-Sondrio a statuto speciale
Meglio soli che male accompagnati. La voglia di autonomia irrompe negli anni della crisi economica in modo dirompente al Nord Italia come in altre parti d’Europa. Prima, la macroregione del Nord lanciata dal governatore lombardo Roberto Maroni, per riunire Lombardia, Veneto e Piemonte. Poi, sempre dal Pirellone, la proposta delle Zes, zone economiche speciali che garantiscano agli imprenditori vicini al confine svizzero condizioni di competitività. Il Veneto ha avviato un percorso (garantito dall’articolo

116 della Costituzione), per acquisire forme e condizioni ulteriori di autonomia. Se poi guardiamo fuori dall’Italia, la Scozia ha detto no all’indipendenza dalla Gran Bretagna in settembre con un referendum, a fronte delle promesse di Londra. La Catalogna, regione più industrializzata della Spagna, chiede l’indipendenza da Madrid perché ogni anno versa 17 miliardi di euro di tasse. Una storia simile a quella lombarda, che ne versa a Roma addirittura 56.
Ma c’è un’iniziativa autonomista che parte anche dalla Brianza. da Cantù: “Una regione a statuto speciale tra le province di Como, Lecco e Sondrio”.
Ieri, il sindaco Claudio Bizzozero, che ci aveva già provato nel 2008 quando era sui banchi dell’opposizione, ha fatto partire l’iter. Il consiglio comunale ha detto sì con 17 voti favorevoli, tutti i consiglieri di Lavori in corso, oltre a Masocco e Marcantonio.
L’iter per la mini-regione (Co-Lc-So) prevede ora l’approvazione della delibera di avvio del procedimento costituzionale da altri consigli comunali. Devono essere almeno un terzo della popolazione interessata. Poi un referendum popolare nelle tre province, il parere regionale e la legge costituzionale. Un percorso tutto in salita, insomma, come non nasconde il primo cittadino di Cantù, Claudio Bizzozero.
«Un cammino lungo, e non so se vedremo mai l’arrivo – dice – però noi abbiamo fatto la nostra parte. Quando un sindaco si trova ad amministrare una città con risorse scarsissime deve cercare vie d’uscita. Credo che oggi sia arrivato da Cantù un importante segnale politico».
Ossia? «Che il Pd ha votato contro, così come la Lega. I partiti non vogliono l’autonomia».
Eppure è la spinta autonomista che ha fatto nascere la Lega.
«Ma oggi sono al potere e il governo della Regione è il più chiaro esempio di centralismo. La Lega oggi nomina i dirigenti sanitari di Como, ad esempio, con l’autonomia non lo potrebbe più fare».
Il neo presidente della provincia, Maria Rita Livio, liquida in fretta la proposta Bizzozero.
«Mi pare velleitaria – dice – questo è il momento di lavorare insieme. A livello lombardo abbiamo continui incontri con i presidenti. Deve esserci un atteggiamento positivo verso il governo di Roma, che non deve essere visto in contrapposizione. Bizzozero da amministratore locale dovrebbe mettere le sue energie per i problemi del suo territorio».
Certo che se tutto l’iter si dovesse fermare al voto del consiglio comunale di Cantù, lo sforzo sarebbe stato vano.
«Abbiamo già indicazioni di altri comuni che presenteranno la delibera» conclude Bizzozero.

Paolo Annoni

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