Cena benefica per la Fondazione Veronesi. La generosa risposta della città di Como

Paolo Veronesi;Razon Veronesi Sultana (Susy);Francesca Ruffini

In cinquecento al Teatro Sociale in favore di una nobile causa, la raccolta fondi per il progetto Gold For Kids in favore dei bambini malati di tumore. L’occasione, la cena benefica della Fondazione Veronesi organizzata dalla delegazione comasca guidata da Francesca Ruffini: alla fine sono stati raccolti oltre 200mila euro, per finanziare un protocollo internazionale di cura dei sarcomi sinoviali. L’obiettivo è dare un aiuto ai bambini e ragazzi colpiti, per offrire un aiuto immediato ai malati e alle loro famiglie curandoli al meglio e offrendo loro una vita di salute.
«Il progetto è nato sei anni fa ed è dedicato all’oncologia pediatrica – ha spiegato Paolo Veronesi – In questi anni abbiamo finanziato protocolli di cura e centri di accoglienza per gli adolescenti e ora ne apriremo uno nuovo di ricerca. Si tratta di malattie rare ma oggi la tendenza è di cercare terapie per le malattie meno diffuse».
La cena è stata curata dallo chef Antonio Guida. Molti i nomi noti che hanno partecipato alla serata, personaggi dello sport, della televisione, dell’economia e della finanza. Tra loro l’azzurro di atletica leggera Filippo Tortu, l’astronauta Walter Villadei, l’avventuriero estremo – così si definisce – Walter Callegari, i giornalisti Nicola Porro e Paola Ferrari, gli imprenditori Nerio Alessandri, Angelo Majocchi, Matteo Lunelli, Eva Cavalli, Beppe Angiolini, Massimo Piombo, Gianna Ratti, Marco De Benedetti, Andrea Incontri e Remo Ruffini, in prima linea con la moglie Francesca nel sostenere la causa. A rappresentare la città, il sindaco Mario Landriscina («Vedo tanto cuore e una notevole presenza di comaschi per sostenere questa iniziativa» ha detto).
«Como ha mostrato una enorme generosità – ha spiegato Francesca Ruffini – Stiamo cercando di fare il più possibile per i bambini ammalati. Credo molto in quello che faccio, nell’opera della Fondazione Veronesi e sono felice di vedere che questo evento ospiti persone che sono diventate una comunità».

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