Cerè, il poeta che insegna a fare il pane con le parole

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Chef e scrittore, il comasco Rodolfo Cerè ha già conquistato da tempo il pubblico della poesia e pubblica due nuovi libri da Lietocolle, l’editrice di Faloppio fondata da Michelangelo Camelliti. Spiegate alle vele ospita i disegni di Alberto Casiraghy, celebre artista nonché editore di Osnago. In contemporanea Lietocolle pubblica anche la raccolta di versi di Cerè Il giorno del panettiere. Cerè, classe 1979, è un poeta e scrittore lariano di origine che vive e lavora a Zurigo. Presso “Arti e mestieri” in via Ramazzotti 8 a Saronno Cerè presenterà i suoi versi sabato prossimo alle 18, ingresso libero.
Cerè lavora da tempo come chef professionista e sa trasferire nella scrittura la pazienza e la maestria dell’artigiano che crea piatti semplici ma ricchi di sapore e sostanza.
«La cucina e la poesia sono create dalle mani, quindi il tocco, la conoscenza del linguaggio e la sapienza nel dosare sono fondamentali. Sicuramente una buona poesia può essere sia scottata velocemente come su una piastra oppure rimestata ogni tanto in un tegame dimenticato a fuoco lento, indispensabili sono però la scelta e la lavorazione della materia prima», dice il poeta.
Ma quali sono i suoi modelli? «Leggo i poeti italiani del ’900 e contemporanei, e l’anno scorso ho seguito le tracce di Neruda in Cile che mi hanno ispirato. Mentre tra gli scrittori ho un debole per gli americani, da Faulkner a Roth, da Steinbeck a Wallace, sembra che quella terra sia perfetta per raccontare il teatro della vita. Anche se trovo Pavese, Buzzati, Levi e molti altri italiani indispensabili per un percorso di maturazione».

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