Chiasso e la sua nuova “Cerniera”: la speranza si chiama tessile

Chiasso

Ha un nome che è tutto un programma, “Cerniera”, il futuro polo della moda a Chiasso e lo firmerà lo studio Boltas Bianchi Architetti di Agno. Si tratta della nuova sede del centro professionale del Tessile di Chiasso destinato a diventare il nuovo polo di riferimento per la formazione nella moda e del tessile che sorgerà lungo l’asse ferroviario di collegamento tra Svizzera e Italia, in corrispondenza e in relazione con la stazione di Chiasso.
Lo studio guidato dall’architetto Lucas Boltas con Matteo Valente e Martino Pasqua, che ha vinto il concorso indetto nel 2019 per la realizzazione dell’opera, ha deciso di chiamare “Cerniera” il centro anche perché interagisce con i percorsi pedonali e le piazze presenti lungo il corso San Gottardo, ponendosi in naturale continuità con essi.

Un simbolo al quadrato per una città a sua volta cerniera tra l’Italia e la Svizzera come Chiasso. Il progetto è stato di recente illustrato da una rivista comasca, la brianzola “Canturium” diretta dall’architetto Tiziano Casartelli. Si legge sull’ultimo numero a proposito di questo progetto: «Localizzata su un’area di 4.250 metri quadrati accanto alla stazione ferroviaria, uno dei punti strategici della cittadina elvetica, a poche centinaia di metri dal confine italiano, la nuova sede del Centro Professionale Tecnico del Tessile di Chiasso disporrà di spazi didattici, laboratori, locali amministrativi e di servizio, a cui si aggiungeranno 245 posti auto destinati alle ferrovie, alla cittadinanza e all’istituto scolastico».

Le parole del sindaco


Ne abbiamo parlato con il sindaco di Chiasso, Bruno Arrigoni. «A fine 2020 – dice il primo cittadino della località di confine – è stato scelto il progetto definitivo, denominato “Cerniera”, elaborato dallo studio di architettura Boltas Bianchi Architetti di Agno. La scuola cantonale sarà ubicata nel comparto della stazione e dovrebbe aprire a inizio 2025. La posizione è ideale, essendo accanto alla stazione è facilmente raggiungibile per gli studenti di tutto il cantone. È da anni che se ne parla e finalmente ora il progetto è partito. Un punto fondamentale per la scelta di Chiasso è stata la vicinanza con Milano, capitale della moda».

Cogliamo l’occasione della nascita di “Cerniera” per parlare con Arrigoni di frontalierato e mercato del lavoro. «Chiasso e Como hanno sempre avuto rapporti di lavoro. Il frontaliere è sempre stata una figura ben voluta e apprezzata – dice il sindaco – Oggi, invece, in alcuni settori la nostra popolazione vede nel frontaliere un concorrente per il posto di lavoro. Il tessuto economico del Basso Mendrisiotto ha risentito parecchio negli ultimi anni con la perdita di parecchi posti di lavoro dovuti a cambiamenti legislativi (per quanto riguarda soprattutto il settore bancario) e organizzativi (per esempio le centralizzazioni altrove di attività legate alla ferrovia o alla posta).  Finito gli anni d’oro del boom bancario, Chiasso sta cercando nuove strade, per esempio nel settore digitale e nella nuova tecnica finanziaria, detta Fintech.  Anche l’arrivo della scuola legata alla moda sarà fondamentale per il nostro futuro».
Mauro Guerra, presidente di Anci Lombardia, ha proposto che la zona di confine possa essere, con l’apporto di tutti i Comuni di frontiera da questa parte e dalla vostra parte del confine, una sorta di zona economica speciale, un laboratorio anche in chiave europea dove elaborare strategie comuni sul piano non solo del lavoro ma anche delle norme, dei diritti, della programmazione economica. Cosa ne pensa?
«Premesso che mi preme sottolineare che abbiamo un ottimo dialogo con la giunta comasca, la proposta del presidente di Anci Lombardia è senza dubbio interessante, ma di difficile attuazione. Chi vive sul confine è abituato ad alti e bassi, fa parte di un mercato che talvolta ti gioca a favore e talvolta contro».
Come state vivendo a Chiasso la sfida del Covid? «Siamo in una situazione particolare: da noi i numeri dei contagi stanno scendendo mentre nelle province italiane confinanti ci sono ancora numeri elevati. Questo ci preoccupa, in quanto il virus non ha confini politici! Sulla gestione del passaggio alla frontiera, il Comune può dire ben poco. Il tutto viene gestito da Berna. D’altra parte, anche da noi, la popolazione inizia a essere stanca e non comprende alcune limitazioni ancora in vigore. Il Comune, oltre a essere impegnato nella gestione delle vaccinazioni, ha emanato alcune agevolazioni a favore della ristorazione e dei nostri commerci. Stiamo per uscire con un buono da 20 franchi per ogni abitante adulto da consumare a Chiasso».

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