Chick Corea, il ricordo della cantante Letizia Gambi

Fra i pionieri del fusion suonò con Miles Davis

È morto, a 79 anni, il pianista Chick Corea, tra i più grandi jazzisti al mondo. Statunitense di origine italiana, ha suonato con Miles Davis, Herbie Hancock, Stanley Clarke e molti altri. Una carriera che gli ha portato 23 Grammy Award. A tracciare un ricordo del maestro è Letizia Gambi, cantante napoletana, comasca d’adozione, artista internazionale. Letizia ripercorre per il “Corriere di Como” il suo magico incontro con Chick Corea. Lasciando un commosso saluto.

Ho conosciuto la musica di Chick Corea quando avevo 20 anni e me ne sono innamorata. Ho iniziato a cantare i suoi brani con le mie prime band mentre studiavo alla Civica di Jazz di Milano… Poi l’ho conosciuto di persona, durante alcune date del tour mondiale dei Return to Forever, nel 2010, quando iniziai la collaborazione con il mio produttore Lenny White che è stato il batterista storico e co-fondatore della super band di jazz rock fusion degli anni ’70 insieme a Corea e Stanley Clarke.
Poi il sogno dei sogni: Chick ospite del mio album di debutto, Introducing Letizia Gambi nel 2012. Ricordo che il giorno in cui ricevetti il mix di Appocundri, la mia cover di Pino Daniele in cui Chick suona, mi trovavo in aeroporto a Napoli, in attesa di partire per Milano. Siccome Pino aveva inciso Sicily di Chick, io volevo che Chick suonasse un pezzo di Pino… E Chick fu felice di farlo.
Ricordo le lacrime di gioia, mentre in cuffia ascoltavo la mia voce e le sue mani, incredula che fossero entrambe sulla stessa traccia. Ricordo che in seguito impiegai mesi per metabolizzare la cosa. Le sue magiche mani che mi accompagnavano, il suo nome leggendario sulla copertina del mio disco! Piangevo con un sorriso strano in faccia e la gente mi guardava come se fossi pazza.
Oggi, di nuovo in lacrime, di nuovo in aeroporto, ad Atlanta, direzione Roma dopo 390 negli Stati Uniti e tanta voglia di tornare. Piove, l’aereo sta per decollare. Mio fratello Gianpaolo mi dà la notizia. Non ci credo. Chiamo Lenny ma non risponde, poi mi chiama Vince Wilburn jr (musicista e nipote di Miles Davis), in lacrime. Il mondo ha perso un altro grande artista. L’aereo decolla, ma stavolta nessuno mi guarda, perché piango sotto una mascherina. Addio maestro.

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