Chirurgia d’urgenza, mamma e bimbo salvi

Sant’Antonio Abate – Un mese fa l’intervento su una gestante in gravi condizioni
Domenica scorsa ha festeggiato il primo mese di vita. Trenta giorni nei quali ha raggiunto due traguardi letteralmente vitali: respirare autonomamente e iniziare a guadagnare peso, un grammo dopo l’altro. Niente male per un piccolo che il 20 ottobre scorso rischiava di andarsene per sempre senza nemmeno vedere la luce. Come la mamma, in pericolo di vita per una grave emorragia seguita a un distacco di placenta.
Soltanto un immediato intervento del personale ospedaliero di Cantù ha

permesso di scrivere un finale diverso. Il piccolo è tuttora ricoverato in terapia intensiva neonatale al Sant’Anna, ma visti gli obiettivi raggiunti i medici che lo hanno in cura sono ottimisti. Ed è fuori pericolo anche la mamma, una donna di 35 anni di Carimate. Un mese fa la gestante, alla 27esima settimana di gravidanza – circa 6 mesi e mezzo – in piena notte ha avuto una grave emorragia. È stata accompagnata rapidamente in ospedale a Cantù. Immediata e gravissima la diagnosi: distacco di placenta. «La presenza a Cantù del ginecologo e del chirurgo di guardia, una figura che abbiamo introdotto da poco, ha permesso di evitare il peggio – sottolinea il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera, Giuseppe Brazzoli – In momenti come quello, infatti, è questione di minuti. Se fosse stato necessario un trasferimento in altro ospedale, per mamma e neonato sarebbe stato probabilmente fatale».
Sottoposta immediatamente a un cesareo d’urgenza, la 35enne, per quanto inizialmente in condizioni serie per la forte perdita di sangue, è stata salvata. Critica la condizione del neonato, che alla nascita pesava 1.040 grammi. Trasferito d’urgenza in terapia intensiva al Sant’Anna, il piccolo ha mostrato sin da subito una grande forza e voglia di vivere. In un mese ha imparato a respirare e ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei 1.300 grammi di peso.

Anna Campaniello

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