Chiusure nel weekend e congressi vietati: effetti anche sulle prossime stagioni turistiche

Il coprifuoco in vigore da ieri sera alle 23 non tocca soltanto bar e ristoranti, ma anche il commercio non alimentare nei centri commerciali e nelle medie superfici, che devono chiudere durante il weekend. Ovvero quando le attività realizzano circa il 30% del fatturato settimanale. Ma quali sono le “medie superfici”? Ci aiuta in tal senso Marco Cassina, presidente di Federmoda Como di Confcommercio. «Per media superficie si intendono quelle attività tra i 151 e i 1.500 metri quadrati nei comuni sotto i 10mila residenti e quelle tra i 251 e i 2.500 mq per le città sopra i 10mila abitanti» che in provincia di Como sono il capoluogo, Cantù, Mariano, Erba, Olgiate e Lomazzo.
«In effetti l’ordinanza rischia di creare confusione – spiega Cassina – I negozi al dettaglio possono tenere invece aperto nel weekend, dovranno solo segnalare all’esterno il numero massimo di persone che possono entrare. Purtroppo la situazione generale rimane preoccupante, come la concreta possibilità di un nuovo lockdown, dopo settimane in cui almeno in città nei negozi erano tornati anche i clienti meno giovani, gli svizzeri, i tedeschi. Oggi la Svizzera è messa peggio di noi, in Germania si chiede di non viaggiare. Il vero problema di quando si chiude è che non sai mai quando potrai aprire di nuovo», conclude Cassina.
La giunta di Como, intanto ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre l’autorizzazione all’ampliamento dell’area esterna dei locali.
«Siamo vicini alle attività commerciali della città – spiega l’assessore al Commercio Marco Butti – Non nascondo una forte preoccupazione per la tenuta futura del tessuto economico, ed è per questo che lavoreremo ancora di più a contatto con le associazioni di categoria, in modo da mettere in campo tutte le risorse e le iniziative possibili».
Il settore dei congressi e degli eventi, intanto, ha ricevuto dall’ultimo Dpcm un duro colpo, con lo stop totale.
«Un settore trainante del turismo – sottolinea il presidente degli Albergatori di Confcommercio Como, Roberto Cassani – che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione. Gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione e applicano protocolli di sicurezza molto rigidi. È poi incomprensibile che spettacoli, fiere e manifestazioni sportive in presenza di pubblico abbiano il via libera e invece i convegni siano vietati».
«La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 – evidenzia il direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti – e che, privato della possibilità di programmazione, non ha possibilità di lavorare anche nel 2021».

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