Ciclismo:Da Tokyo a laurea,Paternoster studia per l’oro

Azzurra:vado a Giochi per vincere.I social?Seguire giusti esempi

(ANSA) – ROMA, 14 FEB – Gli esami non finiscono mai, ma per Letizia Paternoster è l’ora di quelli importanti. Cuore, talento e tanta voglia di affermarsi nello sport e nello studio per l’azzurra del ciclismo che ha ripreso da poco la preparazione in vista delle Olimpiadi di Tokyo dopo una pausa forza a causa del Covid. "Ho avuto un mese di febbre – racconta la 21enne trentina specializzata nella pista ma forte anche nelle gare su strada – e ho deciso di andare in Sicilia ad allenarmi. Sto andando molto bene e va sempre meglio con l’allenamento, siamo già qualificate per le Olimpiadi ma ci aspettano due appuntamenti di Coppa del mondo ad aprile e maggio. Saranno due appuntamenti importanti ma io conto di raggiungere la piena forma al momento giusto che sarà ad agosto". Ore e ore in bicicletta per la bella e giovane di Cles (lo stesso paese di Maurizio Fondriest, suo scopritore) già diventata un fenomeno social con quasi 200.000 follower su Instagram che ha tra i suoi sogni anche la laurea in Scienze Politiche. "Devo dire – sottolinea l’azzurra del ciclismo impegnata a febbraio anche con i test di ammissione in digitale – che la mia grande fortuna è di essere una studentessa della Luiss, è strutturata appositamente con dei tutor che mi aiutano tantissimo. Sono un grande punto di appoggio". Prima della corsa verso la laurea ad attendere Letizia Paternoster ci saranno le Olimpiadi di Tokyo dove l’azzurra non va di certo solo per partecipare: "Prima di tutto già essere alle Olimpiadi è un grande sogno realizzato, dopo di che se vado a Tokyo è per puntare al meglio. Sogno l’oro olimpico e sarà quello che proverò a portare a casa, non mi do percentuali ma ci credo tanto, vado la per vincere, punto”. Molto giovane ma già molto popolare sui social, la Paternoster è un modello da seguire per le teenager: "E’ giusto usare i social, ma vanno presi i giusti esempi, non devono mai andare oltre. Direi che la cosa migliore è usarli per poter imparare e seguire dei modelli di vita che possano migliorarle e non peggiorarle. E comunque bisogna viversi la vita vera che non è di certo quella dei social" (ANSA).

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