Ciclisti dimenticati nella settimana della Mobilità. Il servizio di bikesharing non è mai decollato
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Ciclisti dimenticati nella settimana della Mobilità. Il servizio di bikesharing non è mai decollato

Si è chiusa la 17ª “Settimana della Mobilità Sostenibile”. Si svolge dal 16 al 22 settembre di ogni anno, dal 2002. Il ministero dell’Ambiente la considera “un appuntamento fisso e irrinunciabile per le amministrazioni e per i cittadini che si vogliono impegnare sulla strada della sostenibilità”. A Como la settimana si chiude senza eventi firmati dal Comune. Peccato, anche perché nel 2017 erano state messe in campo delle risorse.

Il problema della “mobilità dolce”, nella città del Giro di Lombardia, capoluogo della provincia del Ghisallo e del Muro di Sormano è purtroppo annoso. Anche il bikesharing non è mai decollato, nonostante l’afflusso turistico e l’inserimento di Como nel circuito “Bicincittà”, il più diffuso d’italia. Sul Lario è stato inaugurato nel 2013. Sono attive 16 stazioni nella convalle. Nel 2017 sono state prelevate 65 biciclette al giorno. Un dato praticamente invariato nel 2018. Erano 64,7 prelievi medi al giorno nel 2017, sono 65,6 nei primi otto mesi del 2018. Gli abbonamenti sono calati: erano 314 alla fine dell’anno scorso, sono 289 quest’anno.

Sabato pomeriggio, secondo il sito che fornisce la situazione delle stazioni in tempo reale, c’erano ben 57 bici disponibili negli stalli, mentre erano 12 quelle “non attive”, ovvero inservibili. In altre città il bikesharing è invece una realtà consolidata da tempo. Da Milano a centri minori d’Italia e d’Europa. Un problema solo di conformazione del territorio o c’è dell’altro? Tanti residenti ormai vivono fuori dalla convalle, da Nord a Sud, tra Camerlata e Sagnino, Rebbio e Monte Olimpino, per loro usare la bici per arrivare a Como è un’impresa da Vincenzo Nibali.

Ma gli altri? E i turisti? Secondo l’architetto, Giulio Sala, presidente di Fiab-BiciAmo (Federazione italiana Amici della bicicletta) i problemi sono diversi. «La situazione non viene gestita – spiega Sala – ci sono poche stazioni e mancano percorsi ciclabili sicuri. Il bikesharing anche altrove ha avuto problemi. In alcune città anche per via di vandalismi. Da noi è diverso, non è mai decollato». «Sembra un progetto che qualcuno ha iniziato e nessuno vuole portare a termine – dice Sala – Avevamo subito evidenziato alcuni problemi. Io mi sono abbonato, ma la mattina alla stazione di Como Borghi non trovavo mai una bici. Erano tutte alla Funicolare. Altre volte trovavo una bicicletta, ma non si staccava dalla rastrelliera».

Altri utenti hanno segnalato i problemi della App. Per i turisti poi, i tempi di registrazione sono troppo lunghi e farraginosi, la procedura andrebbe semplificata, come peraltro già avviene in molte città. «Il problema vero è anche l’assenza di una rete ciclabile – dice ancora Sala – Ora aspettiamo tutti la realizzazione di questa “Dorsale dei Pellegrini”che dovrebbe collegare il territorio comunale da Nord a Sud». Progetto di cui non si sente però più parlare da mesi. Così la “Settimana della Mobilità Sostenibile” viene mestamente archiviata nella città e nella provincia in cui molti potrebbero vivere solo di cicloturismo. «Ci contattano continuamente da tutta Europa, ci sono società inglesi specializzate, ma chiedono percorsi sicuri. Qui continuiamo a muoverci tutti in macchina, quando basterebbe creare anche in centro delle zone 30, ridurre la velocità per fare convivere auto, pedoni, bambini, passeggini e biciclette.

24 Set 2018

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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