Cinema e Fisco salvano Villa Erba. Nel 2018 un avanzo di 30mila euro

Il polo fieristico di Villa Erba a Cernobbio

Dopo anni di bilanci in rosso Villa Erba si appresta a chiudere un esercizio finanziario nelle cifre nere. Per la soddisfazione degli amministratori del centro espositivo che ieri hanno addirittura convocato una conferenza stampa per annunciare la buona novella. In realtà, i numeri di questo avanzo non sono stati resi noti, ma il Corriere di Como è in grado ugualmente di rilevarli: il risultato prima delle imposte dovrebbe essere di circa 30mila euro.
Pochi? Molti? Se si considera che Villa Erba esce da un lunghissimo periodo buio, con perdite anche pesantissime che hanno portato alla necessità prima di una ricapitalizzazione e poi di una modifica statutaria per consentire ai privati di acquisire la maggioranza delle quote della società di gestione, si può dire che 30mila euro sono comunque un segnale.
Il punto è capire se si tratta di qualcosa di strutturale, di una vera inversione di tendenza, oppure dell’esito di una congiuntura favorevole.
Il direttore e il presidente di Villa Erba, Piero Bonasegale e Filippo Arcioni, parlando ieri mattina ai giornalisti, hanno ovviamente privilegiato la prima ipotesi. Ma hanno anche ammesso che tra le «due componenti fondamentali» che hanno permesso di raggiungere l’importante risultato, oltre all’atteso e indispensabile «incremento del fatturato in misura significativa» (+11% in più rispetto al 2017) va considerata anche «la conciliazione della controversia» in atto «da 14 anni con l’Agenzia delle Entrate». Un accordo «che ha permesso la definizione di nuove rendite catastali e la conseguente riduzione dell’Imu e della Tasi» di circa 100mila euro.
«Una questione di equità fiscale», l’ha definita Arcioni. E probabilmente con qualche ragione. Un’intesa trovata però a metà strada tra le richieste di Villa Erba e le pretese del Fisco, se è vero che ancora nella relazione dell’ultimo bilancio (2017) gli amministratori del polo espositivo attribuivano il risultato economico negativo «all’imposizione Imu e Tasi in eccesso per circa 187.500 euro rispetto all’onere che si dovrebbe sopportare se tale imposta fosse calcolata sulla rendita da noi proposta all’Agenzia delle Entrate di Como». In ogni caso, uno sconto di 90mila euro è pur sempre meglio di niente, soprattutto se permette – assieme alla crescita del giro d’affari – di rimettere in carreggiata i conti.
A proposito di fatturato, in conferenza stampa sono stati diffusi alcuni numeri. Nel 2018 l’incremento è stato, come detto, superiore al 10%. Il volume d’affari si attesterà tra i 7,2 e i 7,3 milioni di euro contro i 6,6 del 2017.
A contribuire in maniera sostanziosa a questa crescita sono state tra l’altro le tre produzioni che hanno portato sul Lario star del calibro di Jennifer Aniston e Margherita Buy. Il cinema si è rivelato vincente, almeno per quest’anno. Ripetersi nel 2019 potrebbe non essere così semplice né scontato.
Villa Erba ha però deciso di puntare su questo filone, avviando una campagna di comunicazione dedicata e promuovendo alcuni investimenti «materiali e immateriali» finalizzati a rendere strutturale la presenza di eventi simili anche in futuro. Si parla di 2 milioni di euro che, secondo Arcioni, potranno essere ricavati «con l’esecuzione dell’aumento del capitale, anziché ricorrere ad ulteriori prestiti bancari». I soci privati di Villa Erba sarebbero disponibili, quelli pubblici non avrebbero «escluso, una volta verificati i presupposti politici e i vincoli di natura legislativa, di poter anch’essi partecipare all’aumento di capitale proposto». Motivo per cui la società ha pure deciso di proroga dal 31 dicembre 2018 al 30 settembre 2019 proprio il possibile aumento di capitale.
Sullo sfondo rimane comunque un grande punto interrogativo, ovvero il destino di Proposte, l’unica fiera del tessile (assieme a Comocrea) rimasta a Villa Erba.
Nel 2019 scade il contratto triennale, si discute da tempo il rinnovo ma gli organizzatori chiedono con insistenza alcune garanzie. Prima fra tutte, la riduzione della concorrenza «parassitaria» – così la definisce uno dei componenti del cda del polo espositivo – del “fuori salone”.
Senza Proposte, il futuro di Villa Erba tornerebbe a tingersi di scuro. Su questo, però, le informazioni al momento sono poche.

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